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Zingaretti: “Se cade questo governo, si vota. Conte è punto di riferimento per i progressisti”

Per il segretario dem, il partito guidato da Matteo Renzi, Italia Viva, "deve decidere se stare o meno dentro la prospettiva del campo progressista"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 20 Dic. 2019 alle 08:32 Aggiornato il 20 Dic. 2019 alle 08:38
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Zingaretti: “Se cade questo governo, si vota. Conte è punto di riferimento per i progressisti”

“Dopo la caduta di questo governo, che abbiamo fatto bene a far nascere, sarebbero inevitabili le elezioni”. A dirlo è il segretario Pd Nicola Zingaretti in un’intervista al Corriere della Sera. Sulla tenuta dell’esecutivo, Zingaretti si dice “convinto che ci siano tutte le condizioni per andare avanti”, ma aggiunge che “ci vuole una comune volontà politica” e che “occorre definire meglio le priorità”, con “un piano di azione concordato e di più ampio respiro”.

“L’appuntamento che Conte ha indicato è per gennaio. Vedremo”, aggiunge. “Il Pd ci arriverà preparato e con le idee chiare”.

Sull’operato del premier Giuseppe Conte nell’esecutivo giallorosso, Zingaretti ha parole positive. “Conte si è dimostrato un buon capo di governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente”, sostiene. “Non va tirato per la giacchetta. Anche se è oggettivamente un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste. Il futuro, tuttavia, sarà determinato dalle scelte che ognuno compirà nei prossimi mesi”.

Sul punto è arrivata anche la risposta di Carlo Calenda, leader di Azione, che su Twitter ha scritto: “Caro Nicola Zingaretti come si può sostenere che Conte ‘è il punto di riferimento fortissimo dei progressisti’? Un Presidente del Consiglio che ha fatto del trasformismo un’arte e ha varato tutti i provvedimenti, ancora in piedi, del Governo Salvini-Di Maio. Vi siete proprio smarriti, Partito Democratico”.

Nell’intervista, il segretario del Pd lancia anche una stoccata all’ex compagno di partito Matteo Renzi, ora alleato di governo. Italia Viva, per Zingaretti, “deve decidere se stare o meno dentro la prospettiva del campo progressista”.

“Nel Paese si sta riaffermando uno schema bipolare. Lo stesso straordinario movimento delle sardine, con la sua semplicità così intensa, ha scelto da che parte stare”, spiega Zingaretti. “Mi è parso buffo che tanti commentatori abbiano manifestato la loro insoddisfazione per la scarsità di proposte da parte di quelle splendide piazze. I loro ideali, il loro sentimento di fondo, la loro civiltà politica, la loro stessa presenza fisica sono un contenuto che da tempo il campo democratico non riusciva ad esprimere”.

Sulle Sardine il segretario Pd aggiunge che “il problema, semmai, è come i partiti progressisti saranno in grado di porsi in sintonia con queste ragazze e questi ragazzi, rispettandone la totale autonomia e senza doversene avvantaggiare per fini di parte. Se le cose stanno così, e se le alternative sono chiare, ogni ambiguità e incertezza da parte dei partiti di governo non ha molto spazio nel futuro e certamente oggi non contribuisce a battere la nuova destra che abbiamo di fronte”.

Per quanto riguarda gli obiettivi dei democratici, Zingaretti dichiara: “Ora la priorità assoluta è non distrarsi dalle elezioni di Emilia Romagna e Calabria. Poi penso ad un congresso”, questo dovrà essere “politico, di grande apertura e rinnovamento ed anche di verifica di tutti i gruppi dirigenti, ovviamente compreso il segretario”.

Infine, sugli alleati di governo del Movimento Cinque Stelle, Zingaretti dice che al loro interno “è in corso un confronto che va rispettato. Una parte è convinta di un rapporto leale e duraturo con la sinistra. A partire, mi sembra, da Grillo, insofferente per natura alla prepotenza di Salvini. Altri hanno opinioni mi sembra diverse”.

“Io, ripeto, rispetto, ma credo che la scelta fatta per l’Emilia e la Calabria sia figlia di questa incertezza”, aggiunge. “Ma confido che molti loro elettori sceglieranno Bonaccini e Callipo”.

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