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Vitalizi, il Senato annulla il taglio: accolti i ricorsi degli ex parlamentari. La Lega vota contro

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 25 Giu. 2020 alle 22:02 Aggiornato il 25 Giu. 2020 alle 22:25
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Senato annulla taglio vitalizi: accolti ricorsi alla Commissione Contenziosa

La Commissione Contenziosa del Senato ha annullato il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari, previsto dalla delibera del Consiglio di presidenza del 16 ottobre 2018. L’organismo, chiamato ad esaminare i ricorsi presentati dagli ex senatori colpiti dal taglio dei vitalizi, ha quindi stabilito che i trattamenti pensionistici degli ex senatori non vanno ricalcolati con metodo contributivo (e quindi di fatto tagliati) come previsto invece dalla delibera. Inoltre, Palazzo Madama dovrà anche restituire quanto tagliato dall’ottobre 2018. Decisivi i tre voti a favore dell’annullamento (quelli del presidente della commissione Giacomo Caliendo e dei professori Gianni Ballarani e Giuseppe Della Torre), contro i due contrari dei senatori della Lega Simone Pillon e Alessandra Riccardi (ex M5s da poco passata al gruppo di Matteo Salvini). Il Senato adesso potrà impugnare il provvedimento davanti all’organismo di secondo grado, ovvero il Consiglio di giurisdizione.

A spiegare le motivazioni dietro il voto della Commissione Contenziosa del Senato sul taglio dei vitalizi, all’Ansa, è stato Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha difeso nel ricorso la maggior parte degli ex senatori. “La delibera è stata annullata – ha dichiarato – perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a 5 requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo, non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere erga omnes, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’8 per cento degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente”.

Vito Crimi, capo politico del Movimento Cinque Stelle – partito che più di tutti si è speso negli anni per il taglio dei vitalizi – ha definito il voto di stasera “uno schiaffo a un Paese che soffre”. “La casta si tiene il malloppo – ha dichiarato Crimi – ma noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione, la presidenza del Senato?”.

Il taglio dei vitalizi riguarda complessivamente circa 2mila ex parlamentari, tra Camera e Senato. Molti di loro avevano fatto ricorso contro la delibera della Camera di appartenenza. Nei mesi scorsi, la stampa aveva già anticipato la decisione della Commissione Contenziosa, parlando di “sentenza già scritta”. Il presidente della Commissione di Palazzo Madama, Giacomo Caliendo, aveva però smentito categoricamente, annunciando denunce.

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