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Home » Politica

Vertice Ue 28 maggio: oggi a Bruxelles inizia la partita delle nomine

Immagine di copertina

Vertice Bruxelles 28 maggio | Ue | La partita delle nomine | Il prossimo presidente della Commissione Ue

Vertice Ue 28 maggio | Le Elezioni europee si sono ormai concluse, ed è arrivato il tempo di tirare le somme e avviare quel processo che nelle prossime settimane porterà alla nomina dei nuovi vertici Ue.

Europee: come si sceglie il presidente della Commissione Ue

Oggi, 28 maggio 2019, si tengono a Bruxelles appuntamenti importanti in vista dei negoziati tra i gruppi parlamentari che decidere chi sederà sulle poltrone delle istituzioni.

A partire dalle 18, c’è il Consiglio europeo straordinario, a cui prenderanno parte i capi di Stato e di governo, tra cui Giuseppe Conte, convocato per avviare la partita.

Vertice Bruxelles 28 maggio | La partita delle nomine

Chi prenderà il posto di Jean Claude Juncker? Si terrà conto del meccanismo degli spitzenkandidat secondo il quale il nuovo presidente della Commissione europea deve essere uno dei leader che i partiti europei hanno indicato nei mesi scorsi?

Sarà quindi uno tra Manfred Weber, il candidato di punta dei popolari o Frans Timmermans dei socialisti? Sarà un outsider? Saranno i capi di Stato dei paesi membri a imporre qualche nome o piuttosto la partita sarà nelle mani dei gruppi politici?

Le incognite sono tante, così come le vie da percorrere da ora alle prossime settimane.

Oggi più che mai sembra che la parola d’ordine nel nuovo parlamento sia “compromesso”: socialisti e popolari da soli non hanno i numeri per governare da soli, ed è necessaria un’apertura alle altre forze europeiste, come Alde e Verdi, in chiave di argine alle forze sovraniste, che hanno subito un leggero balzo in avanti, ma ben lontano da quell’ondata che alcuni si attendevano.

Insieme, i tre gruppi sovranisti ed euroscettici, hanno 170 seggi.

Vertice europeo 28 maggio | Chi sceglie prossimo presidente della Commissione europea

Il prossimo presidente dell’Europarlamento probabilmente non sarà espressione del partito che ha il maggior numero di seggi (in questo caso il Ppe), quanto piuttosto una figura capace di tenere insieme le tre o quattro forze di maggioranza, sulla base di compromessi, accordi, o contratti, per usare un termine caro all’Italia.

In uno scenario del genere Weber ha meno chanches di catalizzare il consenso rispetto a figure come il socialista Timmermans o la liberale Margrethe Vestager (attuale commissaria alla concorrenza). Ma c’è chi addirittura scommette su altri nomi, come ad esempio il popolare Michel Barnier, fortemente voluto dal presidente Emmanuel Macron.

Non sono infatti tutti d’accordo sul fatto che debba essere il Parlamento ad avere tutto questo potere nello scegliere il prossimo presidente della Commissione, potere che secondo i trattati spetta al Consiglio europeo, che consulta il Parlamento e poi propone un nome da votare.

È solo in un momento successivo che la palla passa al Parlamento europeo, che elegge il presidente della Commissione, con almeno 353 voti.

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