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Taranto, pastore sfruttato e costretto a vivere in un tugurio: arrestato il proprietario di una masseria

Un 60enne nei guai per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro irregolare

Di Marco Nepi
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 12:38
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Immagine di copertina

Taranto, pastore sfruttato e costretto a vivere in un tugurio

Un pastore veniva sfruttato e costretto a vivere in un tugurio. È quanto scoperto dai carabinieri in provincia di Taranto. I miliatari hanno arrestato e posto ai domiciliari il responsabile degli abusi, un 60enne proprietario di una masseria nelle campagne di Mottola. Il pastore è cittadino indiano di 32 anni.

L’uomo, 60 anni ha impiegato il 32enne come pastore di un gregge di circa 200 ovini per 10-12 ore quotidiane, a 20 euro al giorno, senza regolare contratto, approfittando della sua condizione di migrante senza permesso in Italia, e costringendolo inoltre a vivere in un fatiscente manufatto agricolo adiacente all’ovile.

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Il 60enne è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro irregolare.

Dall’ispezione dei militari dell’Arma sono emerse le condizioni di sfruttamento dell’uomo, che viveva in un alloggio privo di acqua e luce, in precarie condizioni igienico-sanitarie.

All’arrestato, quale datore di lavoro, sono state contestate anche violazioni amministrative e ammende da oltre 65mila euro per varie violazioni del ‘Testo unico sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro’ (qui il testo), in particolare per mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale, formazione, addestramento e per assenza di sorveglianza sanitaria.

È stato poi sequestrato l’immobile adibito a dimora del pastore.

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