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Home » Politica

FdI e Pd presentano insieme una proposta di legge per proteggere i minori dai social

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Credit: Unsplash

La senatrice Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia e la deputata Marianna Madia del Pd hanno presentato una proposta di legge bipartisan che ha lo scopo di proteggere i giovani dalla dipendenza da social network.

Il ddl – “Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale” – prevede in primis di alzare l’età minima per accedere ai social da 13 a 15 anni introducendo un meccanismo di verifica dell’età effettiva degli utenti, meccanismo che sarebbe gestito dai Garanti delle Comunicazioni e della Privacy.

La normativa sostenuta congiuntamente da FdI e Pd punta anche a regolamentare in maniera più profonda il fenomeno dei cosiddetti “baby influencer”, bambini che raggiungono la celebrità e ricchi guadagni dalla loro esposizione sui social, con il rischio di pratiche sfruttamento da parte dei genitori e di danni alla loro stessa salute mentale.

La proposta di legge prevede che i contenuti pubblicati dai baby influencer siano soggetti a monitoraggio e che i genitori siano responsabili della gestione dei guadagni derivanti da tali attività.

Le due parlamentari che hanno depositato la proposta di legge, Lavinia Mennuni e Marianna Madia, sono entrambe membri della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

Secondo Madia, “è fondamentale che i genitori siano pienamente consapevoli dell’uso che i loro figli fanno dei social media e che ci sia un controllo adeguato per prevenire abusi e sfruttamento”.

“Questa legge – sottolinea invece Mennuni – non vuole demonizzare l’uso della tecnologia, ma garantire che essa sia utilizzata in modo sicuro e responsabile, proteggendo i più giovani dai pericoli del web”.

Il ddl istituisce anche appositi programmi scolastici per insegnare ai giovani come navigare in sicurezza su Internet, riconoscere i pericoli online e utilizzare le tecnologie digitali in modo costruttivo. E prevede anche campagne di sensibilizzazione rivolte ai genitori.

LEGGI ANCHE: I social creano dipendenza tra i giovani? Sì, ma i veri colpevoli sono i genitori

LEGGI ANCHE: Fenomeno “Sharenting”: quando i figli finiscono in vetrina sui social

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