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Il Senato chiude e va in vacanza: Ddl Zan e riforma della giustizia possono attendere

Immagine di copertina
Senato della Repubblica. Credit: ANSA

L’Italia e gli italiani possono aspettare. Il Senato se ne va in vacanza e tanti cari saluti a tutti. Sono le ultime ore di passione prima delle agognate ferie agostane e sul tappeto, restano due ultime spine: l’intramontabile ddl Zan e la riforma Cartabia.

Entrambe le spine riguardano il Senato, che domani con la capigruppo delle 14,30 deciderà le sorti delle vacanze dei senatori. Il primo nodo è sul tema dell’omotransfobia: i senatori del Pd e del M5S saranno alle prese con la richiesta di Italia Viva di procedere subito con il ddl Zan.

La linea dei democratici, però, sembra essere un’altra, ovvero rimandare alle calende greche il disegno di legge, che secondo un influente parlamentare di casa dem significa “rimandarlo ad ottobre dopo le amministrative. Perché è vero che Letta ha deciso per la ‘bella morte’ del provvedimento, ma è meglio somministrarla dopo che gli elettori abbiano votato tranquillamente per il loro sindaco”. Dopo Monte dei Paschi, al Nazareno non vogliono altre grane.

Il secondo nodo riguarda la riforma Cartabia, approvata tumultuosamente in Consiglio dei ministri nei giorni scorsi. La guardasigilli, a quanto apprende TPI, ha provato a tastare il terreno preventivamente con la presidente Casellati.

A rispondere al governo, nel caso, sarà il capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Franco Mirabelli, anche e soprattutto per conto dell’alleato e sodale Giuseppe Conte. “Non se ne parla neanche”, è la lapidaria risposta che circola nei corridoi. Anche la riforma della giustizia, dunque, rinviata a settembre. Insomma, la politica ad agosto penserà solo alla prossima tintarella, con buona pace dei problemi degli italiani.

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