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Il Senato approva il ddl Concretezza con 135 sì e 104 no

Di Laura Melissari
Pubblicato il 12 Giu. 2019 alle 14:02 Aggiornato il 12 Giu. 2019 alle 14:38
Immagine di copertina

Senato approva ddl Concretezza | Pubblica amministrazione 

Senato approva ddl Concretezza | Il Senato ha approvato in via definitiva il ddl Concretezza. I sì sono stati 135, 104 i no e 3 gli astenuti.

Il provvedimento riguarda le azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo. Era stato già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati, e collegato alla manovra di finanza pubblica. Ora diventa legge.

Senato approva ddl Concretezza | Cosa cambia

Il ddl concretezza si compone di 6 articoli, ed è collegato alla manovra finanziaria. Tra le misure principali vi è l’istituzione del nucleo della Concretezza, all’articolo 1 del provvidemento, con il compito di assicurare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, la realizzazione delle misure previste dal “Piano triennale delle azioni concrete”, anche attraverso sopralluoghi e visite per il contrasto ai cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Il provvedimento, ormai legge, introduce poi sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza per verificare che i dipendenti pubblici rispettino l’orario di lavoro.

All’articolo 3 il ddl prevede misure modifiche e integrazioni alle norme sulle procedure per le assunzioni e la predisposizione di piani triennali dei fabbisogni di personale, tenendo conto dell’esigenza di assicurare il ricambio generazionale, e l’autorizzazione all’avvio delle procedure concorsuali e relative assunzioni nel triennio 2019-2021.

Viene inoltre introdotto presso il Dipartimento della funzione pubblica un portale del reclutamento e la possibilità di creare il fascicolo elettronico del candidato.

Il ddl prevede poi modifiche per quanto riguarda la composizione delle commissioni esaminatrici dei concorsi pubblici, con l’istituzione di un Albo nazionale dei componenti delle commissioni.

L’articolo 4 estende la possibilità di mobilità tra le pubbliche amministrazioni anche a chi non ha un ruolo di dirigenza.

L’articolo 5 prevede misure in materia di buoni pasto per i dipendenti pubblici.

Ddl concretezza | Le reazioni politiche

“Con l’approvazione del ddl concretezza iniziamo una vera rivoluzione, di metodo e di significato, della pubblica amministrazione. Ringrazio il ministro Bongiorno per il lavoro svolto e per aver infuso in questa battaglia di legalità, competenza e lungimiranza. La lotta all’assenteismo è un dovere; chi truffa la collettività non può non pagare il giusto conto alla giustizia”, ha detto il William De Vecchis, vicepresidente della commissione Lavoro del Senato.

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“Con questo provvedimento riconosciamo il valore di chi, tra i lavoratori pubblici, fa della correttezza sul posto di lavoro il riferimento primo ai propri comportamenti. Infine, con l’approvazione del decreto, si dà un significativo impulso al turn over nel settore pubblico: da un lato, giusto pensionamento a chi ha contribuito col proprio lavoro al benessere del Paese, dall’altro il corretto inserimento di giovani volenterosi nel mondo della pubblica amministrazione. Non è più tempo di chiacchiere e perdite di tempo; con questo significativo provvedimento il governo dimostra di stare sempre e comunque dalla parte dei cittadini”.

Di parere opposto il Partito democratico che sostiene che la legge umili la Pubblica amministrazione.

“Nonostante i due passaggi parlamentari siamo di fronte ad un provvedimento sbagliato e confuso”, dice Edoardo Patriarca, capogruppo Pd in commissione Lavoro al Senato.

“Con un paradigma di fondo pericoloso: l’idea che i dipendenti pubblici sono dei fannulloni, degli imbroglioni che vogliono raggirare lo Stato. Per cui ecco il ‘nucleo della concretezza’, una sorte di gruppo si supereroi, la video sorveglianza, il controllo biometrico dei dirigenti scolastici. Si tratta solo di una burocratizzazione e centralizzazione della pubblica amministrazione che si esercita solo attraverso i controlli”, dice Patriarca.

“È la logica del sospetto nei confronti della pubblica amministrazione che permea questo provvedimento che ignora del tutto le precedenti riforme della PA come la riforma Madia. Siamo di fronte all’ennesimo manifesto ideologico che non vuole far crescere la qualità di chi lavora nella pubblica amministrazione ma solo umiliare e bloccare risorse importanti per il funzionamento dello Stato”, prosegue.