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Home » Politica

David Sassoli presidente del Parlamento Ue, come hanno votato i partiti italiani

Immagine di copertina
Credit: FREDERICK FLORIN / AFP

David Sassoli presidente Parlamento Ue | Strasburgo | Elezione | Partiti italiani

DAVID SASSOLI PRESIDENTE PARLAMENTO UE – Quasi tutti i partiti italiani rappresentati al Parlamento Ue non hanno votato David Sassoli alla presidenza. Il giornalista, che siede a Strasburgo dal 2009, è stato eletto stamattina come presidente dell’Europarlamento con l’appoggio dei grandi gruppi Popolare, Socialista e Liberale, ma solo la pattuglia del Partito Democratico, tra quelle italiane, ha appoggiato la sua candidatura.

David Sassoli presidente Parlamento Ue | Il voto dei partiti italiani

Sassoli ha conquistato la presidenza alla seconda votazione con 345 voti, a fronte della maggioranza necessaria prevista di 334 voti. Il numero dei votanti è stato di 704, con 37 schede bianche o nulle, e i voti validi sono stati 667.

Dopo l’italiano, a prendere il maggior numero di preferenze è stato l’eurodeputato dei Conservatori Ecr Jan Zahradil, che ha ottneuto 160 voti. A seguire la co-presidente dei Verdi Ska Keller, con 119 preferenze, e l’eurodeputata della Sinistra Gue Sira Rego, che ha conquistato 43 voti.

Il Pd ha votato Sassoli ma Forza Italia si è astenuta. La Lega e Fratelli d’Italia, intanto, schierati con il fronte sovranista, hanno votato per Zahradil. Il Movimento 5 Stelle ha infine lasciato libertà di coscienza.

David Sassoli presidente Parlamento Ue | Meloni: “La presidenza inizia malissimo, in stile Pd”

Le distanze tra il neo presidente e gli esponenti politici italiani non sono tardate ad arrivare. “Spero che l’Italia oggi sia contenta”, ha detto Sassoli dopo la sua elezione. Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini intanto, interpellato in Transatlantico sui nuovi vertici europei, ha detto: “Vediamo come partono, non voglio dare pregiudizi, spero che siano equilibrati anche se Sassoli aveva parlato di un cordone sanitario contro la Lega e i populisti che non mi sembra esattamente l’approccio più democratico per un presidente”.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, invece: “Se il buongiorno si vede dal mattino la presidenza del Parlamento europeo di David Sassoli inizia malissimo, in tipico stile Pd: adulazione delle lobby e omaggio alle Ong che favoriscono l’immigrazione clandestina. Il che dimostra che purtroppo non basta essere italiani per difendere gli interessi dell’Italia. Per questo rivendichiamo con orgoglio la nostra scelta di non averlo votato e di aver invece sostenuto il candidato del nostro gruppo Ecr, Jan Zahradil, che al contrario di Sassoli non vuole aprire le porte alle Ong ma chiudere i confini ai trafficanti di esseri umani”.

Le critiche dal Pd non si sono fatte attendere per l’atteggiamento di Lega e M5S non si sono fatte attendere. “Trovo assurda – ha scritto il capogruppo Pd in commissione Ue alla Camera Piero De Luca – la posizione contraria agli interessi del nostro Paese che Lega e M5S hanno continuato a sostenere in Parlamento europeo non votando Sassoli. Ma ormai ci siamo abituati”. “Lo slogan ‘prima gli italiani’ è diventato una clamorosa fake news. Auguri di cuore di buon lavoro al neo Presidente. Rilanciamo insieme il sogno europeo!”, ha concluso De Luca.

Il discorso

“Non siamo – ha detto Sassoli nel suo primo discorso da presidente del Parlamento Ue – un incidente della storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi”.

Ma il neo presidente ha affrontato anche i temi caldi degli ultimi mesi. In conferenza stampa, sulla gestione dei flussi migratori, Sassoli ha affermato: “Il Consiglio europeo ha il dovere morale di discutere la proposta del Parlamento di riforma del regolamento di Dublino perché sapete quanta tensione si crei attorno alla non gestione della questione migratoria: i cittadini si chiedono l’Ue dov’è. L’Europa si deve attrezzare e i governi devono trasferire un po’ di potere all’Europa, devono collaborare di più”.

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