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Governo verso il rimpasto? Chi potrebbe lasciare la poltrona

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Rimpasto di governo | Nomine Ue | Conte | Salvini | Di Maio

Rimpasto di governo | Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono incontrati nei giorni scorsi, mentre il premier Conte era in Vietnam. Ma qual è il motivo dell’incontro? Secondo i retroscena dei giornali, al centro del dibattito tra i due vicepremier c’è un possibile rimpasto di governo. E Conte non sarebbe affatto felice di essere stato “scavalcato” dai suoi vice.

“Se gli si parla di rimpasto quasi cade dalle nuvole, ma con un filo di irritazione, perché il dibattito continua a svolgersi in modo quasi surreale, almeno a suo giudizio, sui social o sulle agenzie di stampa, e nessuno finora gli ha parlato del tema”, scrive il Corriere della Sera.

Ma chi sarebbero i ministri che perderebbero la poltrona? Un nome tra tutti: Danilo Toninelli. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti potrebbe essere il primo a uscire dal governo del cambiamento. L’altro nome che circola, secondo i retroscena dei quotidiani, è quello di Giulia Grillo, la ministra della Salute.

Intanto, pare che lunedì sia in programma un vertice di governo per fare il punto e capire come andare avanti.

Secondo il Sole 24 Ore, potrebbe essere Stefano Patuanelli, capogruppo dei 5 stelle al Senato a prendere il posto di Toninelli.

Un altro tassello del rimpasto di governo potrebbe riguardare il ruolo di ministro degli Affari Ue, che fu di Paolo Savona. In pole position potrebbe esserci Guglielmo Picchi, che al momento è sottosegretario agli Esteri.

La partita delle nomine Ue | Una partita ancora completamente aperta quella del rimpasto. Che secondo l’agenzia Agi, si intreccia con quella delle nomine Ue. L’Italia, che nella scorsa legislatura Ue aveva ben 3 dei 5 vertici più importanti (Tajani al parlamento, Mogherini Alto rappresentante e Draghi a capo della Bce), punta ad avere almeno un commissario forte. L’ambizione è quella degli Affari economici, ruolo che al momento è ricoperto dal francese Pierre Moscovici.

Ma al momento l’Italia non sembra avere grande potere negoziale. Ieri sera a Bruxelles si è tenuta una cena informale tra 6 premier europei, appartenenti ai tre principali gruppi politici – popolari, socialisti e liberali – e l’Italia non era presente.

Le forze politiche attualmente al governo in Italia, Lega e M5s, sono in nettissima minoranza in Parlamento Ue, e non c’è da aspettarsi che l’Italia possa ottenere granché nella partita delle nomine.

Molti quotidiani italiani sono concordi nel dire che l’Italia è isolata in Europa.

Secondo le voci che si rincorrono, Germania e Francia potrebbero “concedere” all’Italia la presidenza del Consiglio europeo, ruolo che al momento è ricoperto da Donald Tusk.

Di solito a ricoprire quel ruolo è un ex premier. A chi toccherebbe per l’Italia? Gli ultimi 4 sono stati Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Enrico Letta e Mario Monti. Di colore politico opposto rispetto all’attuale governo Conte.

Letta è particolarmente apprezzato in Europa. Ma non sembra che ci siano margini perché una trattativa del genere vada in porto.

Avere un ruolo di spicco, ma con un esponente del centro sinistra, o rinunciare all’opportunità di avere un italiano a capo di una delle principali istituzioni Ue? È questo il dilemma.

L’altra ipotesi sul tavolo sembra allora quella della poltrona di commissario agli Affari economici.

Ma l’idea di dare tale incarico a un paese che è sotto procedura di infrazione per eccesso di debito non sembra così verosimile.

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