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Richetti a TPI: “Con Calenda faremo in politica quello che le sardine fanno nelle piazze” | VIDEO

Il Senatore ha commentato a TPI le elezioni regionali del prossimo 26 gennaio e l'opposizione delle cosiddette "sardine" alla campagna elettorale della Lega

Di Marta Vigneri e Clarissa Valia
Pubblicato il 19 Nov. 2019 alle 23:53 Aggiornato il 20 Nov. 2019 alle 00:09

Matteo Richetti a TPI

“Le “sardine” sono belle spontanee, non sono organizzate dal punto di vista di una parte politica o di un’altra, ma hanno avuto la capacità di riscoprire valori profondi”. Lo ha detto il Senatore del gruppo misto Matteo Richetti ai microfoni di TPI, a margine della presentazione del documentario “Chiara Ferragni Unposted”, a Roma.

Richetti, ex presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, ha commentato le elezioni regionali del prossimo 26 gennaio e l’opposizione delle cosiddette “sardine” alla campagna elettorale della Lega. Il prossimo 21 novembre presenterà il progetto di un nuovo partito insieme all’europarlamentare Carlo Calenda dopo lo strappo con il Pd.

Siamo in piena campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna, lei è romagnolo, come vede questa corsa di Stefano Bonaccini, pensa che abbia governato bene e che debba vincere il 26 gennaio?

Abbiamo sostenuto Stefano Bonaccini in questi cinque anni è stato un ottimo presidente, credo che sia una battaglia che ha poco a che vedere con quella dell’Umbria di qualche settimana fa, non solo per la reazione delle persone e perché in Emilia Romagna si respira una voglia di non cedere sul terreno della democrazia, ma perché si riconosce alla regione la capacità di dare servizi di prossimità di essere vicina alle esigenze a partire dalla sanità, dalla formazione professionale, dalle imprese e quindi sarà certamente un match difficile ma nel quale il centro sinistra se la gioca.

Come ha visto le manifestazioni di piazza delle “sardine”: ieri a Modena, giovedì 14 novembre a Bologna?

Le “sardine” sono belle spontanee, non sono organizzate dal punto di vista di una parte politica o di un’altra, ma hanno avuto la capacità di riscoprire valori profondi. Hanno occupato le piazze di Bologna e Modena, due città della resistenza, che hanno negato ogni forma di occupazione e quindi non accettano che qualcuno le vada a liberare, perché si sentono profondamente libere. Quella delle sardine è una reazione inaspettata ma importante.

Pensa che le “sardine” debbano politicizzarsi per non disperdere questo consenso?

La Costituzione dice che sono i partiti a organizzare la vita politica sarebbe bene che i partiti ricominciassero a funzionare meglio a essere più in prossimità dei bisogni delle persone. Noi stiamo provando a costruirne uno insieme a Carlo Calenda, tanto è l’importanza che i movimenti politici hanno nella società, come dimostrano le sardine.

Quando lancerete il partito con Calenda?

Poche ore, giovedì 21 novembre.  Lanceremo il progetto e si apriranno le adesioni, le iscrizioni, nasceranno i primi comitati e poi l 30 di novembre una grande iniziativa su Roma.

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