Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:42
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Renzi: “Se Conte vuole far cadere il governo si decida, io so come si fa”

Immagine di copertina

“Se vogliono far cadere il governo lo facciano cadere, se si deve andare a nuove elezioni andiamo, se si vuole andare avanti con Draghi, che è la soluzione da noi auspicata, si vada avanti, ma bisogna prendere una decisione, i cittadini non possono aspettare”: queste le parole di Matteo Renzi che, rispondendo alle domande dei cronisti al teatro Neri Parenti di Milano prima della presentazione del libro dell’ex ministro Claudio Martelli, ha esortato il leader del M5S Giuseppe Conte a prendere decisioni rapide sull’appoggio del partito all’esecutivo guidato da Mario Draghi.

Il leader di Italia Viva ha parlato ai giornalisti nel giorno in cui i deputati grillini hanno lasciato l’Aula durante il voto alla Camera sul dl Aiuti, scegliendo di non partecipare. Il provvedimento è passato con 266 voti a favore e 47 contrari, ma la decisione dei pentastellati ha gettato ulteriore incertezza su una maggioranza resa già fragile dalle giravolte delle ultime settimane. “Se deve far cadere il governo lo faccia, io so come si fa, deve ritirare i ministri”, ha dichiarato Renzi in un messaggio rivolto a Conte, che ha chiamato “clown”.

Il capo del Movimento intanto ha dichiarato che la scelta di non votare il provvedimento era stata “già presa”: si è trattato per Conte di una “questione di coerenza” con quanto espresso la settimana scorsa, quando il M5S ha chiesto a Draghi di ascoltare le richieste del partito in merito al Superbonus e ad altri temi motivo di “disagio”.

“Se il Movimento 5 stelle se ne va, a maggior ragione è un tema da affrontare tutti insieme con il presidente del Consiglio”, ha aggiunto Renzi a margine della presentazione milanese del libro ‘Vita e persecuzione di Giovanni Falcone’ dell’ex ministro della Giustizia a chi gli ha chiesto se fosse d’accordo con la proposta di Silvio Berlusconi di procedere a una verifica di maggioranza. “Io sono orgoglioso di avere mandato a casa Conte e di avere portato Draghi. È chiaro che se non c’è più M5S per me si può andare avanti anche senza, ma bisogna vedere se ci sono la volontà e i numeri e su che cosa”, ha aggiunto il leader di Iv. “Qui c’è da non perdere i soldi europei, il Pnrr. C’è la legge di Bilancio da fare. Poi forse qualcuno vuole fare la legge elettorale”, ha concluso.

Ti potrebbe interessare
Politica / Roma, il capo gabinetto di Gualtieri si dimette dopo la diffusione di un video shock
Politica / Giorgia Meloni: “Orgogliosi della fiamma, se fossi fascista lo direi”
Politica / Il M5S pubblica la lista dei candidati: Conte capolista in 4 regioni per la Camera
Ti potrebbe interessare
Politica / Roma, il capo gabinetto di Gualtieri si dimette dopo la diffusione di un video shock
Politica / Giorgia Meloni: “Orgogliosi della fiamma, se fossi fascista lo direi”
Politica / Il M5S pubblica la lista dei candidati: Conte capolista in 4 regioni per la Camera
Politica / La peggior legge elettorale di sempre? Ecco perché il Rosatellum allontana i cittadini dalla politica
Politica / Stanlio & Broglio: ecco cosa c’è dietro il matrimonio d’interessi fra Calenda e Renzi
Politica / Crosetto a TPI: “La nostra fiamma è Giorgia Meloni, con lei Fdi arriverà al 30%. Io premier? Mai”
Politica / Covid, Renzi attacca Letta: "Noi con Draghi e Figluolo, tu con Arcuri e i russi"
Politica / Morto Niccolò Ghedini, senatore e avvocato storico di Silvio Berlusconi
Politica / Elezioni, Letta: “Crisanti ha ragione. A destra cultura no vax. Con Salvini e Meloni più morti nel 2020”
Politica / Socialdemocratici ridimensionati a favore dei cattolici: nelle liste Pd gli ex Ds sono ormai in via di estinzione