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    Provenzano a TPI: “Renzi ha fallito e i 5s ora devono fare una scelta di campo. Il Mes? Si farà”

    Intervista del direttore di TPI Giulio Gambino al ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano. "Con Renzi abbiamo alzato barricate, Zingaretti le ha abbattute. I 5S devono capire cosa vogliono fare da grandi. "Per queste elezioni regionali le Sardine sono state meno determinanti. Il Mes si farà". Il colloquio video

    Di Giulio Gambino
    Pubblicato il 30 Set. 2020 alle 10:42 Aggiornato il 30 Set. 2020 alle 15:15

     

    Il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano parla a TPI in un’intervista video condotta dal direttore Giulio Gambino. Un colloquio di 30 minuti sui fondi Ue, sulla questione meridionale e sul futuro di questo governo. Secondo il ministro, dopo la tornata elettorale per le regionali e il referendum “i Cinque Stelle devono riformarsi internamente, Renzi è fallito e il Mes si farà assolutamente. I fondi Ue per il Sud? Sono sicuro che arriveranno”. 

    “Renzi ha fallito”

    Il ministro commenta il risultato di Matteo Renzi alle regionali 2020: “Quelli che ci dicono che siamo subalterni ai grillini, sono gli stessi che con quei pessimi risultati del 2018 avevano regalato al M5S una percentuale straordinaria. La sua scissione, come tutte le scissioni, è stata un errore”. Secondo Provenzano l’ex premier ha fallito perché “l’era Renzi era il contrario dell’inclusione che stiamo vedendo ora nel Pd. Anzi, credo che quella stagione è la stagione dove abbiamo alzato degli steccati con un mondo intorno, ci siamo separati da un’intera parte della società e con le elezioni del 2018 abbiamo preso le percentuali più basse di sempre” (qui la pillola su Renzi).

     

    “I 5S devono risolvere la visione interna e il passaggio a Casaleggio”

    Poi, su limiti e possibilità per il futuro degli alleati di governo il ministro afferma: “Io l’ho sempre detto: il M5S si trova in una fase molto difficile della sua storia politica. Loro devono risolvere il nodo della loro natura. Cioè la destra e la sinistra sono tornate nella società, ancora prima che nella politica. La stagione dell’antipolitica è finita. I Cinque Stelle devono fare una scelta di campo e così anche noi potremmo fare un’alleanza più stabile. Il nodo Casaleggio è fondamentale per la crescita dei Cinque Stelle, ovvero serve una vita autenticamente democratica all’interno del Movimento” (qui la pillola sul M5S).

     

    “Le Sardine ora sono meno determinanti”

    “Per queste elezioni regionali – ha detto Provenzano a TPI – le Sardine sono state meno determinanti rispetto all’Emilia Romagna la volta scorsa. Se mi chiede di chi è il merito per queste regionali tra Pd e Sardine, le rispondo che il merito è dei cittadini. Anche se le Sardine vorrebbero vedersi riconosciuto questo risultato”.

    La lettera di Zingaretti a Mattia Santori su TPI “testimonia una fatica e un grande lavoro interno al Partito Democratico. Non solo siamo ritornati centrali, ma siamo stati un argine alla destra. Il movimento delle Sardine è stato fondamentale per capire che c’è un’Italia, fuori dal Pd, che ha un grande bisogno di una rappresentanza e buona politica. Lo vedo sui territori, che associazioni e iniziative dal basso si prendono carico della politica. Ecco, è con loro che dobbiamo riprendere contatti”, ha aggiunto il ministro. “Io con le Sardine ci ho dialogato molte volte – ha detto Provenzano – E non solo con i leader, anche con la base. Io non so cosa devono fare loro nel loro futuro, so solo che il Pd deve ricominciare ad essere inclusivo con queste fette di cittadinanza attiva che è pronta a partecipare” (Qui la pillola sulle Sardine).

     

    “Alcuni editorialisti distorcono la visione del sud”

    Secondo il ministro c’è un grande bisogno di svecchiare la narrativa del Mezzogiorno. “Sulla contrapposizione Nord-Sud, noto che il peso dell’ideologia nel nostro Paese, nell’opinione pubblica che conta, fa davvero impressione. Sui principali quotidiani italiani abbiamo degli editorialisti economici che continuano a ripetere le stesse vecchie idee liberiste degli ultimi 30 anni, non tenendo conto di quanto più avanti la letteratura economica sia andata per esempio sui temi del ruolo pubblico dell’economia o delle disuguaglianze sociali”.

    “Nord e Sud – ha aggiunto il ministro – sono molto più integrati e il nostro Paese è molto più interdipendente di quanto ci vogliono raccontare quelli che lo vogliono diviso. Dicevano ‘liberiamoci della zavorra del Meridione’, ma se vogliamo riaccendere la locomotiva del paese dobbiamo riaccenderla tutta. Penso che una democrazia nella quale i mezzi di informazione che contano sui temi economici e sociali – che sono fondamentali in questo momento – la pensano tutti più o meno allo stesso modo sia una democrazia più povera ed è compito della sinistra riuscire ad affermare anche un’altra visione” (Qui l’estratto video).

     

    “Serve una gestione sanitaria centrale e non regionale”

    Tra gestione regionale e gestione centralizzata della sanità “credo che serva ora un coordinamento centrale maggiore per garantire servizi e diritti essenziali. Anche l’Oms ci ha riconosciuto un merito per il sistema sanitario nazionale, ora c’è bisogno di renderlo davvero nazionale. Non possiamo più tollerare le disparità rispetto alla gestione sanitaria”, ha chiarito Provenzano nell’intervista.

    “La preoccupazione per i contagi – ha specificato – che dilagavano ci ha permesso di attrezzare le regioni del Sud, che però ancora pagano i deficit strutturali della sanità. Proprio per questo nel dl rilancio il ministro Speranza ha destinato il 40 per cento per il riequilibrio delle risorse, come le terapie intensive. Ora abbiamo la necessità di fare molti investimenti per migliorare la sanità. Dobbiamo poi potenziare la sanità territoriale: abbiamo visto durante la pandemia quanto è importante” (qui la pillola video sulla sanità).

     

    “Il Mes si farà”

    Secondo Provenzano il Mes si farà: “Io credo che prevarrà il buon senso. Perché ci siamo vantati del nostro sistema sanitario, ma dobbiamo ora potenziare tutte le filiere: quindi anche la prevenzione e la ricerca” (qui la pillola sul Mes).

     

    “Fondi Ue? Siamo in tempo e garantisco io che arriveranno al Sud”

    “Non siamo in ritardo – ha detto il ministro per il Sud – con la schematizzazione dei fondi europei, siamo perfettamente in linea con i tempi che ci ha dettato la Commissione. Questo ci consente di fare un lavoro preparatorio che è fondamentale. Lo Stato italiano oggi non è attrezzato a questa grande stagione di investimenti: nella governance, nella macchina pubblica, nella progettualità efficace. Il tempo che ci separa dalla definizione delle linee guida è prezioso per prepararsi” (qui la pillola sui fondi Ue).

     

    Si tratta di oltre 140 miliardi di euro per il Sud: “Noi ci stiamo concentrando sui famosi 207 miliardi del Recovery Fund, ma accanto a queste risorse ci sono quelle che l’Ue ha collocato nel quadro finanziario pluriennale. Abbiamo, insieme al ministro Gualtieri, potenziato i fondi per la coesione dei territori. Questi fondi insieme portano al totale di 140 miliardi”. 

    E il ministro Provenzano ci mette la faccia: “Sono certo che questi fondi arriveranno e andranno al Sud – dice – Ma questa battaglia non è solo mia. C’è una consapevolezza generale che solo liberando il potenziale inespresso del Sud Italia si potranno colmare le differenze con il Nord.  Sono pronto a impegnarmi per degli obiettivi, certo. Come sto già facendo. Se mi chiede se sono pronto a mettere in discussione la mia posizione nel caso in cui i fondi non dovessero arrivare, le rispondo che la mia posizione è messa in discussione ogni giorno. Io mi siederò alla poltrona della mia scrivania solo finché riuscirò a fare delle cose utili e fino a qui ne abbiamo fatto molte di cose utili, come il Piano Sud al 2030″.

    Leggi anche: 1. Il Sud paga gli egoismi del Nord che azzoppa l’Italia. Derubati di 60 miliardi l’anno / 2. E se il focolaio fosse stato al sud, la Lombardia avrebbe chiuso tutto?  3Il Coronavirus in Italia: perché il Nord è più colpito del Centro-Sud

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