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Bufera procure, Pasquale Grasso si dimette da presidente Anm: “Pronto a farmi da parte”

Di Marta Facchini
Pubblicato il 16 Giu. 2019 alle 11:48 Aggiornato il 16 Giu. 2019 alle 14:10
Immagine di copertina

Pasquale Grasso magistrato | Associazione Nazionale Magistrati | 

Pasquale Grasso dimissioni Anm – Pasquale Grasso si è dimesso da presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Una decisione che arriva in un momento difficile per la magistratura, colpita dallo scandalo che ha travolto il Csm.

Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei gruppi all’interno all’Anm nel corso della riunione del comitato direttivo centrale, Grasso ha rassegnato le proprie dimissioni come aveva anticipato in apertura nel caso in cui avesse avuto sentore di una richiesta a lasciare la presidenza.

Il Comitato è stato convocato per il rinnovo della giunta dopo la bufera scatenata dall‘inchiesta di Perugia.

“Vi ho ascoltato vi comprendo e ovviamente rassegno le mie dimissioni”, ha dichiarato l’ex presidente.

“Potrei osservare che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta ma vi ho ascoltato e compreso”, ha aggiunto.

“Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato, che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l’uomo morale dice no a se stesso”, ha concluso.

E, amareggiato, ha aggiunto: “Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me”.

Pasquale Grasso, che nei giorni scorsi aveva lasciato Magistratura Indipendente, la corrente più coinvolta nello scandalo, ha parlato di “una netta frattura tra il sottoscritto e Mi”.

Ora, tra i possibili nuovi scenari, potrebbe nascere una nuova giunta composta da Unicost e dalle toghe progressiste di Area e dai rappresentanti di Autonomia&Indipendenza.

Pasquale Grasso dimissioni Anm – Le reazioni

Quello che è emerso dagli interventi dei rappresentanti dei vari gruppi è una linea contrastante con quella rappresentata da Grasso e oppositiva a Magistratura Indipendente.

Angelo Renna, rappresentante di Unicost, ha parlato di una “Caporetto”.

Giovanni Tedesco (Area) ha ricordato la condotta di MI che aveva sollecitato il rientro al Csm dei togati autosospesi, che oggi in gran parte dimissionari. “Saremo pronti a riaccogliervi in una Giunta unitaria quando sarete veramente cambiati”, ha detto Tedesco rivolgendosi ai rappresentanti di MI.

Francesco Valentini ha preso la parola in rappresentanza di Autonomia&Indipendenza, il gruppo di Davigo: “Questa vicenda è catastrofica, la decisione di Grasso di lasciare MI non è compatibile con la sua permanenza alla presidenza dell’Anm”.

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Grasso, come ricorda Agi, era stato nominato presidente del sindacato delle toghe nello scorso aprile in base al criterio di rotazione per cui tale ruolo spettava quest’anno a Magistratura Indipendente, il gruppo da cui lo stesso Grasso si è dimesso nei giorni scorsi, in contrasto con la linea riguardante i togati del Csm i cui nomi compaiono nelle carte dell’inchiesta di Perugia.

Magistratura Indipendente, attraverso l’intervento di Stefano Buccini, ha evidenziato un “richiamo all’unità” dell’Anm vista la “comune valutazione di assoluta gravità delle condotte contestate disciplinarmente” ai togati coinvolti.

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