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Nuovo Parlamento europeo, Calenda a TPI: “Dobbiamo negoziare su Timmermans”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 2 Lug. 2019 alle 13:04 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:43

Parlamento europeo Calenda | Insediamento Parlamento europeo | Carlo Calenda | Pd 

STRASBURGO – Oggi, 2 luglio 2019, si è insediato il nuovo Europarlamento. I deputati eletti nei 28 stati membri per le Elezioni 2019 sono entrati ufficialmente in carica per la legislatura 2019-2024.

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deputati neoeletti si riuniscono a Strasburgo fino al 4 luglio per la seduta plenaria costitutiva. In questa plenaria verrà eletto il Presidente, i 14 vicepresidenti e i cinque questori.

Il Parlamento voterà anche sulla composizione delle commissioni e delle sottocommissioni permanenti, e si darà così inizio alla nuova legislatura.

Parlamento europeo Calenda | L’intervista

Appena dopo l’insediamento ufficiale del Parlamento TPI ha intervistato Carlo Calenda, eurodeputato del Partito Democratico e ex ministro italiano dello Sviluppo Economico.

A Strasburgo è stata appena inaugurata la nona legislatura. Come è andato questo nuovo inizio?

Ci si aspetta una legislatura di discontinuità e un Parlamento che avrà un ruolo cruciale, in quanto unico organo eletto. Bisogna osservare la situazione che si sta creando sulle nomine, dove ogni stato membro vuole mettere la sua parola.

Cosa farà il Pd in Europa da oggi in poi?

Porterà avanti la discontinuità in alcune cose in particolare: mi auguro che la gestione dell’immigrazione diventi una competenza europea. L’Italia non deve essere più lasciata sola, per altro al momento è solo per suo stesso volere, perché il nostro governo ha votato contro la riforma di Dublino.

Dall’altro lato discontinuità sulla politica industriale, che l’Europa non ha mai avuto. L’ho visto da ex ministro dello Sviluppo economico: l’Ue ha sempre sottovalutato questo aspetto.

Quale sarà il ruolo dell’Italia?

Noi siamo finiti a essere i lacché di Orban, l’ho detto anche in campagna elettorale. Orban ha chiamato Matteo Salvini, Salvini ha chiamato Conte per un nuovo schieramento vicino all’Ungheria. Facendo questo si è tagliati fuori dalla discussione.

Abbiamo fatto la figura degli adolescenti, quelli che si mettono di traverso per partito preso.

Potevamo invece dire: ‘appoggiamo Frans Timmermans, ma vogliamo un portafoglio importante’ e quello sarebbe stato un elemento negoziale fondamentale. Invece, al momento, l’Italia non ha autorevolezza.

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