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Arresto di Paolo Arata, i commenti del Movimento 5 Stelle. Di Maio: “La puzza di bruciato si sentiva da lontano”

Di Marta Facchini
Pubblicato il 12 Giu. 2019 alle 15:51 Aggiornato il 13 Giu. 2019 alle 09:33
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Paolo Arata commenti M5S – Le polemiche e i commenti sull’arresto di Paolo Arata, l’ex deputato di Forza Italia poi diventato consulente della Lega per l’Energia, vengono principalmente dal Movimento 5 Stelle. Nicola Morra, presidente della Commissione nazionale Antimafia, ha convocato il ministro dell’Interno Matteo Salvini con “urgenza” in udienza in commissione.

>Chi è Paolo Arata, l’imprenditore vicino alla Lega arrestato per corruzione

“Ho richiesto, con lettera ufficiale in data 7 maggio 2019, la convocazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in commissione Antimafia. Lettera ufficiale che è partita solo dopo numerose sollecitazioni informali per fissare una data di audizione già dalla terza settimana d’insediamento della commissione stessa”, ha scritto Morra in una nota.

“Il rispetto istituzionale avrebbe richiesto una veloce risposta alle interlocuzioni informali anche per dare precedenza a chi è preposto con le sue linee guida alla lotta alla mafia. La lettera ufficiale è solo l’ultimo passaggio che oggi, anche alla luce dei nuovi arresti in Sicilia, mi vede costretto a renderlo pubblico e ribadire l’urgenza dell’audizione del ministro Salvini”, ha concluso Morra.

Paolo Arata commenti M5S – Le parole di Luigi Di Maio

Il capo politico dei cinque stelle Luigi Di Maio ha rilasciato un secco commento sull’ex consigliere, accusato di corruzione, riciclaggio e intestazione fittizia. Nell’indagine, che ha portato all’arresto anche del figlio di Arata, Francesco, è coinvolto l’imprenditore dell’eolico, Vito Nicastri, che era ai domiciliari, e al quale è stato sequestrato un patrimonio di circa un miliardo di euro. Il vicepremier pentastellato ha affermato: “La puzza di bruciato si sentiva da lontano”. Era stato grazie a un’intercettazione di Arata che Armando Siri, senatore della Lega, era stato indagato per corruzione e poi costretto alle dimissioni dopo le pressioni del Movimento.

Netta la condanna di Alessandro Di Battista: “Il governo vada avanti perché c’è un contratto da rispettare con ottime proposte ancora da realizzare. Allo stesso tempo il Movimento deve continuare a denunciare il malaffare dilagante, malaffare reso possibile dalle relazioni pericolose dei partiti”.

A commentare anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “La mafia punta a fare business con l’ambiente, un settore che da sempre fa gola alla criminalità. Le indagini di questi giorni dimostrano che rinnovabili e end of waste non ne sono esenti. Ma non abbasseremo mai la guardia e non permetteremo che accada”.

“Il mio impegno da Ministro, così come l’impegno del Movimento 5 Stelle, è stato da sempre quello di contrastare l’illegalità e i fenomeni di corruzione che bloccano l’economia e la crescita del nostro Paese, e fanno ammalare l’ambiente. Saremo ancora più vigili  perché gli appetiti sono diventati più famelici”, ha concluso Costa.

Il sottosegretario Stefano Buffagni ha affermato: “Non siamo noi a dover giudicare, ma la magistratura, anche se gli arresti di oggi dimostrano che su Siri avevamo ragione e che il governo si è mosso nella giusta direzione. Da corruzione e mafia è fondamentale prendere sempre le distanze”.

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