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Il mutuo non è uguale per tutti: se ti chiami Draghi vale 1,5 milioni per 20 anni (da estinguere a 93)

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 6 Apr. 2021 alle 12:58 Aggiornato il 6 Apr. 2021 alle 17:36
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Credit: Ansa

Il mutuo non è uguale per tutti: se ti chiami Draghi vale 1,5 milioni per 20 anni (da estinguere a 93)

Una concessione quella all’ex governatore della Banca d’Italia e della Bce non proprio usuale. Come fa notare il quotidiano, infatti, per qualsiasi persona sarebbe stato molto difficile ottenere un mutuo ipotecario ventennale a quell’età. La maggior parte degli istituti di credito infatti concedono finanziamenti di questo tipo a persone che non vanno oltre i 55 anni in modo che possano onorare il debito entro il 75esimo anno di età. Sono poche le banche che estendono il limite fino al 60esimo anno e solo per i clienti più affezionati. Ma a quanto pare per l’ex governatore della Banca d’Italia e poi della Banca Centrale Europea non è stato così difficile.

Draghi e la consorte, infatti, avevano 72 anni quando hanno richiesto il mutuo e mancavano per la signora pochi giorni e per il marito poco più di un mese al compimento del 73esimo compleanno, età che entrambi i due coniugi avrebbero avuto al pagamento semestrale posticipato della prima rata.

Nell’ articolo a firma del direttore Franco Bechis viene riportato anche il testo contenuto nell’atto registrato dal notaio Alessandra Temperini a Roma il 22 luglio 2020: “Banca Passadore ha concesso a titolo di mutuo alla parte finanziata, signori Draghi Mario e Cappello Maria Serenella, che hanno accettato, la somma di euro 1.500.000″.

“Il rimborso del mutuo – recita l’atto notarile che rivela i particolari del finanziamento che Draghi e la moglie hanno avuto nell’estate del 2020 – avverrà in 20 anni a partire dal primo gennaio 2021. La parte finanziata si obbligata per sé, per i suoi eredi, successori e/o aventi causa con vincolo solidale e indivisibile fra di loro, a restituire la somma mutuata entro la scadenza pattuita con ammortamento in numero 40 rate semestrali posticipate (…). Il tasso di interesse viene fissato nella misura dello 01, 220% nominale annuo per tutta la durata del finanziamento Taeg/i.s.c. 1, 251%”.

“E poco conta – fanno notare da Il Tempo – che gli eredi siano obbligati al pagamento in caso di scomparsa del debitore. Per legge hanno diritto alla rinuncia dell’eredità e la banca rischierebbe di restare a mani quasi vuote, con un rischio che normalmente non vorrebbero correre”, scrive il quotidiano.

Il Tempo ha anticipato quello che dovrebbe essere reso pubblico a breve: la dichiarazione patrimoniale e reddituale del premier e dei ministri non parlamentari del nuovo governo. L’obbligo di pubblicarla c’è, il termine massimo è fissato al 13 maggio prossimo, a tre mesi dal giuramento.

Leggi anche: 1. La solitudine dei banchieri centrali; // 2. Draghi e i suoi derivati (di Alessandro Di Battista);// 3. Quanto guadagna Mario Draghi: stipendio e patrimonio dell’ex presidente della Bce

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