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Home » Politica

“Era un termine inadeguato”: Valditara si scusa per le parole sull’umiliazione come “fattore di crescita”

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La pioggia di critiche ricevute dopo aver sostenuto che per gli studenti che compiono atti di bullismo siano necessari i lavori socialmente utili perché “l’umiliazione è un fattore fondamentale di crescita della personalità” ha fatto fare un passo indietro al ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. In una nota il leghista ha chiarito la sua posizione, scusandosi per l’uscita infelice. “Ho utilizzato un termine che non spiega affatto il senso del mio ragionamento – scrive – stavo intervenendo su un episodio oggettivamente intollerabile, quello di uno studente che ha preso a pugni una professoressa. Ho affermato che sospendere per un anno quel ragazzo non ha molto senso, molto meglio responsabilizzarlo facendogli svolgere lavori socialmente utili alla comunità scolastica. In questi casi, ero e rimango pienamente convinto che realizzare il proprio errore, imparare l’umiltà di chiedere scusa, affrontare il senso del limite e della responsabilità delle proprie azioni sia un passaggio denso di significato formativo e culturale. È un tema di cui talmente avverto l’urgenza, da persona prima che da ministro, che al momento mi ha fatto utilizzare un termine sicuramente inadeguato, cosa di cui mi dispiaccio io per primo”.

Il titolare del dicastero ha precisato però di confermare il senso del messaggio che voleva veicolare in occasione dell’incontro Italia-Direzione nord, organizzato a Milano: “Sulla società dell’arroganza occorre rispondere con la valorizzazione della cultura del rispetto e del limite e con la riscoperta del valore fondamentale dell’umiltà”. Tra i più critici della sua affermazione il senatore del Partito democratico Carlo Cottarelli, che ha puntato il dito sull’associazione fatta da Valditara: “L’umiliazione fa bene? E, comunque, lavorare per la collettività significa umiliarsi? Sono allibito”, ha scritto.

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