Migranti, durissimo scontro tra Di Maio e l’ex ministro dell’Interno: “Salvini taccia, eravamo all’anno zero”

Dopo il piano rimpatri sicuri annunciato dal nuovo ministro degli Esteri, il leader leghista va all'attacco ed evidenzia gli arrivi di migranti negli ultimi mesi. Non si fa attendere la risposta piccata di Di Maio

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 6 Ott. 2019 alle 14:10 Aggiornato il 6 Ott. 2019 alle 14:11
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Migranti, durissimo scontro tra Di Maio e Salvini

Lo scontro tra Di Maio e Salvini è sui migranti. “Con la Lega al governo sbarchi erano diminuiti del 70 per cento, con il governo del Tradimento e delle Poltrone gli arrivi sono triplicati. Questi sono i fatti”. Lo afferma Matteo Salvini rivolgendosi all’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Il leader della Lega ha voluto aprire la sua parentesi dedicata alla ridistribuzione dei migranti decisa dal governo Conte bis.

Il Governo attuale sta “affrontando il tema dei migranti con il decreto sui rimpatri perché eravamo all’anno zero”. Così Luigi Di Maio, rispondendo alle polemiche sollevate da Matteo Salvini sul tema dei migranti.

“Sul dislocamento dei migranti seguiamo semplicemente il suo metodo da ministro degli Interni. Nei 14 mesi di Governo – continua Di Maio – ha ridistribuito i migranti che arrivavano in tutti i centri sul territorio nazionale. È bene che in questi casi si taccia invece che fare propaganda”.

Durante i 14 mesi del precedente governo – sottolinea Di Maio – arrivavano continuamente barchini e imbarcazioni e sbarcavano migranti. Le Ong erano il 10 per cento, il 90 per cento erano piccole imbarcazioni. E come è sempre accaduto in questi 14 mesi chi sbarcava veniva ridistribuito nelle diverse regioni d’Italia”. Adesso – dice ancora Di Maio – “abbiamo un altro tipo di meccanismo. Oggi chi arriva viene ridistribuito in Europa, chi arriva e non può stare qui deve essere riportato a casa. Ed è per questo con il nuovo decreto del piano rimpatri sicuri accorciamo i tempi per capire se una persona può stare qui o deve tornare a casa, da un anno o due anni a quattro mesi. Se può stare qui – ha concluso – deve stare in tutta Europa”.

“Di Maio non arriva da Marte o da Plutone, era ministro di quel governo e ha condiviso con noi tutta l’azione dell’esecutivo – sottolinea il leghista, ex ministro del Turismo e Politiche agricole . Sparare a zero sugli ultimi 14 mesi è poco brillante. Noi non apriamo la pagina triste di tutti i dossier ancora aperti al Ministero dello Sviluppo economico, il niente che è stato fatto da lui è sotto gli occhi di tutti”, risponde Gian Marco Centinaio,  in diretta a Sky Tg24.

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Cosa prevede il piano rimpatri di Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha presentato il Piano rimpatri sicuri, per accelerare le espulsioni dei migranti irregolari che si trovano in Italia.

Nel nuovo decreto interministeriale sono stati inseriti 13 paesi considerati “sicuri” con cui attuare accordi di rimpatrio. Si tratta di Algeria, Marocco, Tunisia, Albania, Bosnia, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senegal, Serbia e Ucraina. “Sui circa 7.000 arrivi di quest’anno oltre un terzo appartengono a uno di questi Paesi. Per molte di queste persone dobbiamo attendere due anni ora per oltre un terzo degli arrivi acceleriamo le procedure”, ha spiegato Di Maio.

Il decreto, come ha spiegato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, inverte l’onere della prova. Ciò significa che i migranti che arrivano dai paesi ritenuti sicuri vedranno rifiutate le loro richieste di asilo, a meno che non riescano a dimostrare di essere in pericolo tornando in patria.

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