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Sergio Mattarella: “Elezioni europee? Il vento del sovranismo non minaccerà l’Ue”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 19 Apr. 2019 alle 15:01 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:05
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Immagine di copertina
Sergio Mattarella (Credits: Emmanuele Contini/NurPhoto)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato un’intervista alla prestigiosa rivista francese La Revue de Politique Internationale. Tanti gli argomenti trattati, con un focus particolare sulle prossime elezioni europee, in programma tra il 23 e il 26 maggio 2019.

Il tema principale del prossimo voto comunitario è senza dubbio quello della probabile ascesa dei sovranismi, che dopo aver conquistato i governi di tanti Stati membri si apprestano adesso a ottenere un gran numero di seggi anche nel Parlamento europeo.

Il capo dello Stato, però, non vede allarmismi: “Non credo che questi cambiamenti” nei singoli paesi membri “possano avere conseguenze sul funzionamento del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo, e meno ancora minacciare l’esistenza dell’Unione”, ha dichiarato Mattarella.

“La logica storica che sottende all’integrazione è più forte di tutte le polemiche, di tutte le contestazioni e di tutte le deviazioni”, ha continuato.

Secondo il presidente della Repubblica, quindi, c’è un grande senso di appartenenza in tutti i cittadini europei: “La gente si interessa sempre più a ciò che accade negli altri paesi dell’Unione ed è consapevole di condividere un destino comune. Lungi dal provare estraneità, come vorrebbero far credere alcuni, gli europei provano un senso di appartenenza crescente. E paradossalmente, all’origine di questo rinnovato interesse vi sono i movimenti euroscettici. A forza di denigrare le istituzioni e le politiche europee, sono riusciti a mobilitare nuovamente gran parte della popolazione”.

Una battuta anche sull’emergenza migranti che attanaglia e infiamma la campagna elettorale in Europa. “Dobbiamo lavorare – spiega ancora Mattarella – a soluzioni veramente europee: canali di migrazione legali; misure per combattere i trafficanti di esseri umani; mezzi per migliorare le condizioni di vita nei paesi di provenienza. Non bisogna perdere di vita il fatto che le migrazioni non si dirigono mai verso un solo paese dell’Unione, ma verso l’Europa nel suo complesso. Sarà uno dei temi principali della prossima legislatura europea”.

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