M5S, stop alla regola dei due mandati e ok alle alleanze locali. Zingaretti: “Bella notizia, ma mai con Raggi”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 14 Ago. 2020 alle 09:10 Aggiornato il 14 Ago. 2020 alle 16:08
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Immagine di copertina

I militanti del Movimento Cinque Stelle danno il via libera alla modifica del “mandato zero” e alle alleanze locali. nel voto sulla piattaforma Rousseau ha vinto il doppio sì ai quesiti proposti dal capo politico reggente Vito Crimi. La sindaca di Roma Virginia Raggi ottiene così l’ok della base per ricandidarsi in deroga al divieto di terzo mandato per gli amministratori pentastellati. L’80 per cento dei votanti ha detto sì alla modifica della regola del “mandato zero” e il 60 per cento si è espresso favorevolmente alle alleanze.

E a stretto giro arriva il commento del segretario del Pd, Nicola Zingaretti. soddisfatto per il via libera all’asse giallorosso sui territorio ma fermo sul no alla Raggi. “L’esito del voto su Rousseau è una bella notizia. Un passo avanti verso la costruzione di un’alleanza. Ringrazio l’M5s per questa scelta”, dice Zingaretti a Orbetello, dove si trova per sostenere il candidato alla regionali toscane Eugenio Giani. Raggi “Non la sosterremo mai”, per Roma “sono stati 5 anni drammatici. Occorre indicare una speranza nuova, all’Italia serve una Capitale forte”.

M5S, il voto su Rousseau

Gli iscritti pentastellati erano stati chiamati “ad esprimersi su due quesiti proposti dal Capo Politico del MoVimento 5 Stelle Vito Crimi: un primo relativo alla modifica del mandato zero per i consiglieri comunali e un secondo relativo alle alleanze delle liste del MoVimento 5 Stelle a livello comunale con i partiti tradizionali”.

Le votazioni sono iniziate nella giornata di ieri e si sono concluse oggi alle ore 12. I voti degli iscritti, come sempre, sono registrati sulla piattaforma Rousseau. Di seguito l’esito della votazione.

QUESITO 1

“Sei d’accordo a impegnare il Capo Politico ed il Comitato di Garanzia a modificare il cosiddetto mandato zero, escludendo dal conteggio del limite dei 2 mandati elettivi, un mandato da consigliere comunale, municipale e/o Presidente di Municipio? ”

SÌ – 39 235 voti (80,1 %)

NO – 9 740 voti (19,9 %)

QUESITO 2

“Sei d’accordo con la proposta del Capo Politico di valutare, sentito il Comitato di Garanzia, la possibilità di alleanze per le elezioni amministrative, oltre che con liste civiche, anche con i partiti tradizionali?”

SÌ – 29 196 voti (59,9 %)

NO – 19 514 voti (40,1 %)

Cosa si decideva

La miccia scatenante è un gesto che viene visto come un escamotage: la deroga studiata ad hoc per la ricandidatura della sindaca di Roma Virginia Raggidopo il ‘Daje’ di Grillo. La modifica del mandato zero dei consiglieri comunali, se approvato, consentirebbe infatti alla Raggi di ricandidarsi per il M5S, superando il tetto dei due mandati (dal momento che ha svolto il suo primo mandato da consigliere comunale tra il 2013 ed il 2015). A creare il malcontento generale è l’estensione di questa deroga a tutti i politici.

Secondo Crimi, “un eventuale cambiamento non è da intendersi come una deroga o passo indietro sui nostri principi, ma il riconoscimento di una realtà di fatto, che può aiutarci a crescere, maturare e migliorarci”. Ma non sembra essere così nelle fila del Movimento, dove la tensione è altissima. Fonti M5 si sono sfogate con l’agenzia di stampa Adn Kronos: “Mandato zero? Pura ipocrisia. Il limite del secondo mandato muore con la ricandidatura di Virginia Raggi. Dopo il mandato zero, si inventeranno il mandato meno uno?”.

La posizione di Di Maio

Non dobbiamo avere pregiudizi di alcun genere”, dice Di Maio, “se vogliamo continuare a cambiare le cose, dobbiamo prenderne contezza. La scelta è una: continuare a combattere per provare a cambiare il Paese o restare a guardare?”.

“Due sì perché io mi fido dei territori”, ha scritto l’esponente pentastellato. Una importante presa di posizione, quella dell’ex capo politico 5s, indice della volontà di apportare ulteriori novità nel mondo pentastellato con il rischio, però, è quello di cancellare per sempre le radici del Movimento. Ma Di Maio non intende cedere. Pensiero al futuro con un occhio al passato. Il ministro, infatti, per rimarcare la sua posizione, ha preso d’esempio il percorso politico di Virginia Raggi ricordando che quasi cinque anni fa, quando la pentastellata fu eletta lui era “responsabile dei Comuni 5 Stelle. Ciò che è successo e abbiamo vissuto insieme nei primi mesi del suo mandato non ha precedenti storici. L’aggressione nei suoi confronti avrebbe schiacciato una mandria di bufali. In questi anni non sempre siamo stati d’accordo su tutto, ma è indiscutibile che su di lei si sia abbattuto un uragano e che solo insieme siamo stati più forti di tutto”.

Leggi anche: 1. Crisi d’agosto in casa Cinque Stelle: in gioco c’è l’identità del Movimento; 2. Tutti a litigare su Virginia Raggi, ma nessun partito ha delle proposte serie per risollevare Roma (di G. Cavalli)

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