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Gelo nel Pd dopo il tentato strappo M5S: “Non si sta così al governo”. Conte: “Le alleanze non sono un dato acquisito”

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La minaccia di uno strappo del M5S dal governo non ha lasciato indifferenti gli alleati dem, insofferenti verso quella che è stata vista come una “sceneggiata”, “una modalità più a uso dei propri tifosi che del Paese, incompatibile con la nostra”, fa sapere un ex ministro del Pd. Dal Nazareno hanno assistito alle giravolte grilline culminate nell’incontro di ieri con Draghi a Palazzo Chigi con il fiato sospeso, perché per il Pd una crisi al buio non è mai stata “un’opzione”. “Per noi questo governo conclude la legislatura, non ci sono altre opzioni”, aveva detto il segretario Enrico Letta.

Ma Conte ha risposto rifiutando ogni “diktat”: le alleanze “non sono un dato acquisito”, ha dichiarato ieri sera. “Non si fanno per prendere voti in più, ma si basano su lealtà, correttezza e reciproco rispetto. I diktat ci lasciano indifferenti”, ha aggiunto l’ex premier. Dietro le dichiarazioni ufficiali di disgelo arrivate dal Pd si nasconderebbe tutta la perplessità del partito più governista del governo, che dell’esperienza Draghi vorrebbe raccogliere l’eredità e che non si può permettere di correre a braccetto con chi ne mina la stabilità.

“Anche per noi la norma sul Superbonus andava rivista, ma non è che ci siamo messi a fare casino“, avrebbe detto ancora un ex ministro a Repubblica. “Nei governi ci si deve stare con le proprie idee, ma dando un sostegno vero, non con un piede dentro e uno fuori. Le urgenze del Paese esigono un esecutivo forte non uno indebolito da continue sceneggiate”, ha scandito Del Rio. “Conte ha chiesto al premier discontinuità. Mi ricorda il dicembre 2020, Renzi usò lo stesso termine prima di buttar giù lui”, dichiara De Micheli, a dimostrazione del fatto che lo spauracchio di uno strappo è ancora presente.

Troppo presto insomma per cantare vittoria, perché dai pentastellati non arrivano abbastanza rassicurazioni, e il “teatrino” delle scorse settimane potrebbe riaprirsi da un momento all’altro. “Come al solito noi del Pd abbiamo fatto di tutto per stabilizzare il quadro – ha aggiunto Matteo Orfini – ma non è pensabile che si possa fare così a ogni passaggio”.

 

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