Di Maio: “In questo video tutta la verità sul Morandi, i Benetton non ci fanno paura!” | VIDEO

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 6 Lug. 2019 alle 14:11
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Luigi Di Maio e il video sul Ponte Morandi.

“Ponte Morandi. Questo video dice tutto. Guardatelo. Non c’è altro da aggiungere… Noi andiamo avanti! I Benetton non ci fanno paura!”. Con queste parole Luigi Di Maio pubblica un video sulla sua pagina Facebook sul ponte genovese collassato lo scorso 14 agosto.

Una musica suggestiva accompagna le immagini del viadotto e ne racconta la storia. “Il Ponte Morandi prende il nome da Riccardo Morandi uno dei pionieri della moderna ingegneria in Italia e nel mondo. Quattro anni per costruire, tra case e officine, un gigante sospeso di 1182 metri di asfalto e cemento inaugurato il 4 settembre 1967”, si legge nei sottotitoli che scorrono.

“Migliaia di genovesi hanno iniziato a percorrere ogni giorno il viadotto Polcevera”, continua il video, che arriva al 14 agosto del 2018: “Ore 11.30, a genova crollano 200 metri del ponte. Una tragedia annunciata. Ripresa dai giornali di tutto il mondo”, si legge nel video mentre scorrono le immagini del viadotto collassato.

“43 vittime, 14 ferite, 566 sfollati. Un disastro che poteva essere evitato. Un dolore incolmabile”, continua il video. “Il 15 agosto 2018 il governo dichiara lo stato di emergenza e denuncia gravi inadempienze nella manutenzione della struttura. 18 agosto 2018, giorni dei funerali di Stato e lutto nazionale”.

“Aspi annuncia 500mila euro per le famiglie delle vittime. Di Maio dichiara: ‘Nessuna elemosina, giustizia doverosa’”, si legge ancora nei sottotitoli.

Poi il video sul ponte Morandi postato da Luigi Di Maio fa un salto indietro nel tempo e arriva al 2017: “Il Politecnico di Milano evidenzia il degrado dei piloni 9 e 10. Nel 2018 viene pubblicato un bando di gara per adeguamento strutturale. Scade due mesi prima del crollo, è troppo tardi”.

Il video continua con un attacco alla famiglia Benetton: “Negli ultimi 20 anni la famiglia Benetton ha speso solo 23mila euro all’anno per la manutenzione strutturale del ponte. Prima lo Stato dedicava all’opera 1,3 milioni. Dalla privatizzazione della gestione autostradale nel 1999, Aspi ha guadagnato almeno 10 miliardi di euro, affluiti nella holding Atlantia e utilizzati per remunerare i suoi soci”.

“Il prezzo al casello in 10 anni è salito del 30 per cento. solo nel 2016 la Società Autostrade ha incassato 3,1 miliardi di euro, 624 milioni di utile, soldi che potevano andare alla manutenzione. Profitti ingiustificati, mala gestione e manutenzione inesistente sono sotto gli occhi di tutti. La risoluzione unilaterale della concessione ad Aspi è un dovere non solo politico, ma morale”.

E in conclusione: “Noi siamo e resteremo al fianco dei parenti delle vittime del 14 agosto del 2018”.

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