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Home » Politica

Il gruppo “Arcipelago delle Sardine” cambia nome: “Ci allarghiamo a chi non si riconosce nelle Sardine”

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Il gruppo Facebook Arcipelago della Sardine cambia nome

“L’Arcipelago delle Sardine da oggi diventa L’Arcipelago”, è quanto scritto in un comunicato dallo staff del gruppo Facebook lanciato pochi giorni dopo la fondazione del movimento delle Sardine il 14 novembre 2020. Nato per pubblicizzare gli eventi organizzati dal movimento che ha riempito le piazze di tutta Italia durante lo scorso inverno, il gruppo privato conta ad oggi 209mila iscritti e circa 3 milioni di interazioni al mese. “La più grande community fb della sinistra in Italia, avvia un percorso di comunicazione politica volta a creare aggregazione e allargamento alle diverse anime del Centro Sinistra del Paese. Riteniamo, come il nostro nome enuncia da sé, che la diversità sia una ricchezza e che la democrazia e il diritto di esprimere “sempre” la propria opinione siano un baluardo da proteggere e alimentare ogni giorno. Con oltre 200mila profili iscritti e 3 milioni di interazioni al mese, l’Arcipelago rappresenta da tempo una vetrina di idee, iniziative, approfondimenti giornalistici e discussioni sull’attualità politica, che non ha uguali nel Paese”, si legge nella nota.

“Non c’è iniziativa, piazza, mobilitazione, flashmob, che abbia avuto successo in questi mesi che non sia nata, passata o pubblicizzata su questa community. Per questo avvertiamo la responsabilità di allargare il gruppo a tutte le sensibilità della sinistra nel Paese, a tutte le iniziative di carattere culturale, sociale e politico che rispecchino i principi di uguaglianza, rispetto delle minoranze, valorizzazione delle diversità, promozione e difesa dei diritti dell’individuo, rivendicazione delle pari opportunità, siano esse di genere, di estrazione sociale o culturale e non ultima una ferrea attenzione alla difesa dell’ambiente. Infine, ci dispiace puntualizzarlo perché è fin troppo ovvio, l’Arcipelago è antifascista! Con questi preziosi principi, intendiamo promuovere su questo gruppo ulteriori spazi di confronto aperto, incentivando la partecipazione politica e il civismo, senza discriminare o arginare posizioni partitiche o di attivismo sociale, sindacale, o legate all’associazionismo”, scrive lo staff del gruppo.

“Troppo spesso il vulnus di limitare le voci di iscritti e simpatizzanti a questo o quel partito o sindacato o associazione, è stato la ricetta per l’antipolitica e il populismo, noi invece diciamo basta. Un piazza virtuale contraddistinta che non prenda distanze dalle bandiere, ma che invece esalti la partecipazione e il carattere di una moltitudine, in un costante confronto aperto e democratico. Quello che respingiamo invece è il personalismo, pertanto siamo predisposti ad agire “solo” come collettivo aperto: crediamo infatti che il male della politica dei nostri tempi sia la mancanza di umiltà e di predisposizione al confronto e al mettersi in discussione. Crediamo che una delle più urgenti sfide di questi anni, sia quelle del lavoro sul linguaggio dei social media, della difesa delle fonti autorevoli d’informazione e di una ricerca di presa di coscienza collettiva del popolo del web. È importante preservare la libertà d’opinione di tutti, ma altrettanto importante è promuovere il rispetto della community: serve elevare le discussioni a fini costruttivi, non sterili polemiche, una rivoluzione gentile dell’uso del web, che sappia distinguere la propaganda dall’azione politica, gli scoop dalla fake news, i portatori di dibattito, dagli haters”, si legge ancora nel comunicato.

“A differenza delle molte pagine del web, noi siamo una piazza e distribuiamo un megafono a chi ha cose dire, non siamo una voce unica ma un coro, non una mente sola ma un’intelligenza collettiva. Ringraziamo le 6000 Sardine, con le quali è nato un progetto e con le quali speriamo di poter fare ancora tanta strada insieme. Ma intendiamo superare la catalogazione in un solo movimento a favore di un progetto diverso, che accolga anche chi non si riconosce in quel percorso. Intendiamo superare la catalogazione DI un solo movimento a favore di un progetto più ampio, le anime che compongono il gruppo sono molte, di diversa estrazione e provenienza; noi vorremmo accogliere tutte, nel rispetto e nella pluralità della politica e della comunicazione”, conclude la nota.

Leggi anche: 1. Sardine, la lettera di Pietro Bartolo a TPI: “Oggi soffriamo tutti di smania” 2. Zingaretti risponde alle Sardine su TPI: “Caro Santori, ti scrivo”/ 2. “Il Pd festeggia per Toscana e Puglia, ma il merito è nostro”: l’arroganza delle Sardine ne rivela l’implosione / 3. “Io cacciata dalle Sardine perché sono andata ospite dall’Annunziata” / 4. “Noi, usciti dalla Sardine perché nel movimento mancano democrazia e trasparenza”

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