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Governo, Meloni: “Sì ai tecnici. Non mi farò imporre nomi che non siano all’altezza del compito”

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Governo, Meloni: “Sì ai tecnici. Non mi farò imporre nomi che non siano all’altezza del compito”

“Non mi farò imporre nomi che non siano all’altezza del compito”. Giorgia Meloni non intende piegarsi alle richieste degli alleati nella formazione del nuovo governo, che dovrà trovare spazio anche per tecnici d’area nei ruoli in cui la coalizione è più “scoperta”. È quanto emerso oggi durante la riunione dell’esecutivo di Fratelli d’Italia, nel pieno delle trattative per formare il nuovo esecutivo, il primo sostenuto solamente dal centrodestra dal 2011. “Nessuno pensi di risolvere i problemi interni al proprio movimento proponendo nomi per l’esecutivo”, avrebbe detto oggi Meloni secondo Il Corriere della Sera, dopo le richieste arrivate dalla Lega, che ieri ha riunito i suoi vertici a Montecitorio.

“Sono disposta ad ascoltare tutti e a tenere conto delle loro indicazioni, ma il principio deve essere chiaro. Serve un governo autorevole, di persone competenti”, avrebbe detto la leader del centrodestra, che secondo il quotidiano milanese ha autorizzato la diffusione in pubblico del senso del suo discorso.

“Io ci metto la faccia su questo governo”, ha aggiunto, precisando che l’esecutivo sarà comunque “politico” dato il chiaro mandato uscito dalle urne, ma vedrà la presenza di esperti d’area per gli incarichi in cui i partiti non sono in grado di offrire rappresentanti all’altezza. “Non ci sono veti”, ha ribadito Meloni, in riferimento alla richiesta di assegnare Matteo Salvini al ministero dell’Interno, finora accolta con freddezza dai vertici di FdI.

Durante la riunione, Meloni è tornata anche sul tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che durante la campagna elettorale il centrodestra aveva promesso di rivedere. Secondo l’ex ministra, i ritardi del Pnrr sono “evidenti e difficili da recuperare”. Una mancanza che “non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l’ha determinata”, avrebbe detto Meloni. Un’accusa smentita dal presidente del Consiglio ancora in carica: durante la riunione della cabina di regia sul Pnrr, oggi Mario Draghi ha sottolineato che “non ci sono ritardi nell’attuazione del Pnrr”. “Se ce ne fossero la commissione non verserebbe i soldi”, ha detto il capo del governo.

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