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Home » Politica

La proposta di Dario Franceschini (Pd): “Dare ai figli automaticamente il solo cognome della madre”

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Dario Franceschini è stato ministro della Cultura dal 2014 al 2018 e dal 2019 al 2022 e segretario del Pd per otto mesi nel 2009. Credit: AGF

Secondo il senatore ed ex ministro sarebbe "un risarcimento per una ingiustizia secolare" ed eviterebbe "infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi"

Dare ai figli automaticamente il solo cognome della madre. La proposta arriva dal senatore del Partito democratico Dario Franceschini, che secondo l’Ansa sarebbe pronto a presentare un disegno di legge ad hoc a Palazzo Madama.

Franceschini spiega la sua idea in un post condiviso su X nel primo pomeriggio di oggi, martedì 25 marzo: “Ai figli solo il cognome della madre. Anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi, dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo che dalla nuova legge prenderanno il solo il cognome della madre”, scrive l’ex segretario del Pd ed ex ministro della Cultura.

Secondo il senatore, dare ai figli il solo cognome della madre sarebbe “una cosa semplice ed anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico ma è stata una delle fonti culturali delle disuguaglianze di genere”.

Attualmente in Italia non c’è una legge che stabilisca regole vincolanti sulla scelta del cognome da attribuire ai neonati, ma nella stragrande maggioranza dei casi si opta per il cognome paterno. L’articolo 262 del Codice Civile prevede che “il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto” e che “se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre”. Tuttavia nel 2022 una sentenza della Corte Costituzionale ha affermato il principio secondo cui i genitori, all’atto di nascita, possono scegliere di comune accordo quale o quali cognomi assegnare al proprio figlio: possono dargli solo il cognome del padre, solo quello della madre o entrambi, anche specificando un ordine determinato tra i due. La pronuncia della Consulta non è ancora stata recepita da un atto avente forza di legge.

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