Fondi russi alla Lega, la mail del Viminale che smentisce Salvini: “Savoini va accreditato”

I documenti di Palazzo Chigi che svelano i contatti tra il ministero dell’Interno e l’ambasciata in occasione della trasferta del ministro a Mosca

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 26 Lug. 2019 alle 15:21
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Immagine di copertina
Matteo Salvini e Gianluca Savoini

Fondi russi alla Lega: spunta la mail del Viminale che inchioda Salvini

Il caso dei fondi russi alla Lega continua ad infittirsi: il Viminale pubblica una mail che smentisce il vice premier Matteo Salvini sulla presenza insieme a Gianluca Savoini a Mosca. Il 10 luglio scorso, quando il sito Buzzfeed pubblica gli audio della riunione al Metropol, Salvini prende le distanze dal faccendiere Savoini e nega che abbia mai fatto parte del suo staff, ma la mail inviata esattamente un anno fa lo inchioda.

“Agli incontri del sig. Ministro con le autorità russe saranno presenti anche l’onorevole Claudio D’Amico e il dott. Gianluca Savoini”. Questa è la mail che il Capo del cerimoniale del Viminale ha inviato alla Ambasciata italiana a Mosca mercoledì 11 luglio 2018, alle ore 15.27.

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Si torna dunque all’estate di un anno fa. Cinque giorni prima, l’11 luglio, parte la richiesta del Viminale. Il 13 luglio “con nota verbale della Ambasciata italiana a Mosca indirizzata al Ministero degli affari esteri della Federazione Russa veniva comunicata la lista della delegazione ufficiale e dei partecipanti agli incontri in programma e in entrambe le liste erano presenti l’onorevole Claudio D’Amico e il dott. Gianluca Savoini, indicati nello Staff del Ministro Salvini”.

Il governo è insediato da poco più di un mese, Salvini programma un bilaterale per il 16 luglio 2018 per incontrare presso la sala delle riunioni del Ministero dell’Interno della Federazione Russa i rappresentanti del Consiglio per la sicurezza nazionale, Yuri Averyanov e Alexandr Venediktov, e il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev.

E di fronte alle foto dell’incontro di un anno fa afferma: “Posso produrre i documenti di chi ha viaggiato con me. Savoini al tavolo? Che ne so cosa ci facesse, chiedete a lui”. Versione che il premier Conte demolisce nel corso dell’audizione in Senato.

La circostanza era stata nel dettaglio descritta mercoledì dall’informativa del premier Giuseppe Conte al Senato, che di fatto smentisce la versione di Salvini (il quale non si è presentato per l’audizione). Sollecitato sul punto durante una conferenza stampa, Salvini aveva detto di non sapere a che titolo Savoini avesse partecipato al tavolo del bilaterale, immortalato in una foto pubblicata sui social network.

Era lì perché faceva parte della delegazione ufficiale al seguito del ministro dell’Interno italiano. E lo ribadisce, una volta di più, anche la nota verbale dell’Ambasciata italiana a Mosca del 13 luglio 2018, indirizzata al ministero degli Affari esteri della Federazione Russa, con la quale si comunicano le liste della delegazione ufficiale e dei partecipanti agli incontri in programma.

In entrambi gli elenchi compaiono Gianluca Savoini e Claudio D’Amico, consigliere strategico del vicepremier. I loro nomi sono indicati nello “Staff del ministro Salvini”.

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