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    Elezioni Regionali Umbria: scoppia la faida interna nel Movimento 5 Stelle

    Il capo politico Luigi Di Maio mette in discussione l'intesa con il Pd, mentre Grillo e Fico difendono l'accordo con i Dem: e intanto Alessandro Di Battista è sul piede di guerra

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 29 Ott. 2019 alle 06:54

    Elezioni Regionali Umbria: scoppia la faida interna nel Movimento 5 Stelle

    Scoppia nuovamente la faida interna nel M5S dopo la debacle del partito guidato dal capo politico Luigi Di Maio alle elezioni regionali che si sono tenute in Umbria domenica 27 ottobre.

    Subito dopo il risultato umbro, che ha visto la coalizione Pd-M5S perdere con 20 punti di scarto con il Movimento 5 Stelle che ha raccolto solo il 7 per cento, il partito fondato da Beppe Grillo ha parlato, tramite un post pubblicato sul blog ufficiale, di “esperimento con il Pd fallito”.

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    Parole confermate dal capo politico Luigi Di Maio, che ha sottolineato come il M5S non tragga giovamento dalle alleanze con i partiti, sia che si tratti della Lega che del PD.

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    Tuttavia, secondo quanto svela La Repubblica, le parole di Di Maio non sono piaciute a molti esponenti del M5S, a partire dal premier Conte, il quale, ora, teme che il ministro degli Esteri voglia far saltare l’accordo con i dem.

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    Il presidente del Consiglio avrebbe invitato Di Maio a pensarci bene prima di rompere con il partito guidato da Nicola Zingaretti. La risposta di Di Maio, secondo quanto scrive il quotidiano, sarebbe stata la seguente: “Io non posso passare per quello di sinistra. Perdo voti a favore della Meloni, lo capisci?”.

    Obiettivo del capo politico del M5S, dunque, sarebbe quello di iniziare una sorta di opposizione interna all’esecutivo volta a recuperare voti a destra e a mettere a tacere l’ala sinistra del M5S. Ala sinistra guidata dal presidente della Camera Roberto Fico, che ha sempre lavorato per un accordo con il Pd.

    E Grillo? “Non gli consentirò di far saltare l’alleanza con il Pd” avrebbe affermato in privato il comico, che ha in un certo senso imposto l’intesa con il Partito Democratico il mese scorso, quando si è arrivati alla formazione dell’esecutivo Conte bis.

    Intanto, però, Alessandro Di Battista e Gianlugi Paragone, da sempre contrari all’accordo con i dem, sono sul piede di guerra, mentre il Movimento 5 Stelle è sempre più una polveriera in procinto di esplodere.

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