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Elezioni europee, la Commissione antimafia segnala 7 candidati impresentabili

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Credit: Unsplash

La Commissione parlamentare antimafia ha rilevato che nelle liste dei candidati alle elezioni europee ci sono 7 “impresentabili”, ossia 7 aspiranti europarlamentari la cui situazione viola il codice di autoregolamentazione stilato dalla stessa Commissione.

Si tratta di 3 esponenti di Forza Italia, 2 di Fratelli d’Italia, 1 del Partito democratico e 1 della lista Stati Uniti d’Europa (che riunisce Più Europa e Italia Viva).

Questi candidati sono “impresentabili” secondo la Commissione antimafia, ma la valutazione di quest’ultima non è vincolante per i partiti, che potranno comunque farli concorrere per un seggio a Bruxelles.

Sono 817 i nominativi passati in rassegna dalla Commissione, presieduta dalla deputata Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia. Ad un primo esame – effettuato con l’ausilio della Direzione nazionale antimafia – sono state ravvisate 20 situazioni “problematiche”, mentre verifiche più approfondite hanno portato a ridurre il numero degli “impresentabili” a 7.

I candidati in questione sono Angelo D’Agostino (FI), Marco Falcone (FI), Alberico Gambino (FdI), Filomena Greco (Stati Uniti d’Europa), Luigi Grillo (FI), Antonio Mazzeo (Pd) e Giuseppe Milazzo (FdI).

In particolare, il forzista Angelo D’Agostino è considerato “impresentabile” perché è attualmente a processo a Roma per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, mentre il collega di partito Marco Falcone è imputato in due distinti procedimenti: uno per induzione indebita a dare o promettere utilità e l’altro per tentata concussione.

L’altro azzurro in lista, Luigi Grillo, non è compatibile col regolamento della Commissione per via di un patteggiamento, risalente al 2014, per il reato di associazione per delinquere, turbativa d’asta e corruzione.

In Fratelli d’Italia, Alberico Gambino è valutato come “impresentabile” poiché nel 2019, quando era sindaco di Pagani, in provincia di Salerno, il Tribunale di Nocera inferiore lo aveva fatto decadere “essendo divenuta definitiva la sentenza che ha sancito la temporanea incandidabilità di Gambino quale amministratore che ha dato causa allo scioglimento del Consiglio comunale di Pagani” nel 2011.

L’altro meloniano nell’elenco, Giuseppe Milazzo, non passa il test perché è a processo per per tentata concussione, mentre sul dem Antonio Mazzeo pesa un’imputazione per bancarotta fraudolenta e sulla centrista Filomena Greco grava un processo per turbativa d’asta.

“Sono particolarmente contenta perché in questo mio primo anno di presidenza siamo riusciti a invertire la tendenza: quella di non dare i nomi degli ‘impresentabili’ il giorno prima o pochi giorni prima del voto”, ha dichiarato la presidente della Commissione antimafia, Chiara Colosimo.

“Questo permette una corretta informazione a chi andrà a votare”, osserva la presidente, secondo cui “bisogna ritornare al controllo preventivo, cioè prima della presentazione delle liste”. Ma “ogni partito giustamente fa le sue valutazioni”, puntualizza Colosimo.

La Commissione intanto è al lavoro sulla modifica del codice di autoregolamentazione: “Le modifiche – spiega la presidente – sono state già presentate e a mio avviso la discussione per portarle a versione definitiva deve essere rapida”.

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