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Home » Politica

Di Maio: “Sgomberare CasaPound è sacrosanto”

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Lo sgombero del locale occupato a Roma da CasaPound “è sacrosanto” come per “qualsiasi tipo di immobile occupato“, ha affermato in un’intervista a Radio Uno il leader penstastellato Luigi Di Maio.

La questione dello sgombero del locale occupato dal movimento di estrema destra nella capitale è da tempo al centro delle polemiche, anche perché il palazzo non rientra nella lista degli immobili da liberare redatta di recente dal ministero dell’Interno.

“L’immobile di Casapound ci serve così facciamo edilizia popolare e la diamo agli italiani che non hanno la casa”, ha continuato il vicepremier.

Roma, pronti 22 sgomberi urgenti: nel mirino il Cinema Palazzo

A febbraio la questione era montata dopo che il ministro dell’Economia aveva inviato una lettera alla sindaca di Roma in cui affermava che lo sgombero del palazzo di via Napoleone III “non è una priorità”.

La decisione era arrivata dopo un consulto con il Demanio e la prefettura, alla fine del quale si era stabilito che il palazzo, per le sue buone condizioni igieniche e per il fatto di non essere a rischio crollo, non sarebbe stato inserito tra i primi edifici da sgomberare nella lunga lista dei palazzi occupati della capitale.

Mancato sgombero Casapound a Roma, Cirinnà a TPI: “Fatto gravissimo, ma la colpa è di Salvini”

Il piano sgomberi – Se gli occupanti dello stabile di via Napoleone III possono dormire sogni tranquilli, lo stesso non si può dire per altri locali di Roma finiti nella black list del Ministero dell’interno, alcuni dei quali dovrebbero essere sgomberati entro l’estate.

Il ministro Salvini ha infatti promesso di mettere fine entro  agosto all’occupazione di via Cardinal Capranica, a Primavalle, e di via del Caravaggio, a Tor Marancia; degli stabili di via Antonio Tempesta, a Tor Pignattara, dove vivono 25 famiglie e l’immobile Inps in Corso d’Italia, in cui abitano 100 persone. Nella lista anche il Cinema Palazzo del quartiere San Lorenzo.

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