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Il dissidente Airola (M5s) cede e vota a favore del Dl Sicurezza bis: “Non possiamo far cadere il governo su questo”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 6 Ago. 2019 alle 11:15 Aggiornato il 6 Ago. 2019 alle 12:10
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Il dissidente Airola (M5s) cede e vota a favore del Dl Sicurezza bis

Si parlava di lui con timore, come del dissidente che poteva far traballare i numeri della maggioranza in Senato: è Alberto Airola, senatore M5S della prima ora, che si era sempre detto contrario al Dl sicurezza bis.

Ma come spesso insegna la politica, le cose possono cambiare da un momento all’altro, d’altronde “solo gli stupidi non cambiano idea”, si usa dire.

E così, con un discorso che ha spiazzato i più – ma ha anche ottenuto l’applauso dei colleghi – il senatore annuncia il suo voto favorevole, perché “non è l’Anticristo” e altrimenti “si rischia di non aver più il M5s al governo”.

Airola ammette di votare a favore per salvare il governo e dunque il Movimento da una caduta senza pari:

“Ho fatto i miei calcoli, anche inevitabilmente sulle persone – ha spiegato Airola – e il Dl sicurezza bis è una manifestazione di forza del nostro contraente, la Lega, alla quale non possiamo permettere di dividerci”.

“Non è il caso di far cadere il governo su questo, la Lega ha voluto fare una prova di forza ma dobbiamo restare compatti”.

E ancora: “Ora, o do forza al Movimento 5 Stelle, oppure domani non potremmo avere un Movimento al governo, e abbiamo tante cose da fare, prima di tutto fermare il Tav, e realizzare i provvedimenti che finalmente cambieranno la vita dei cittadini”, ha sottolineato il senatore. “Anche se oggi sembra che sto cedendo a qualcosa che non condivido, domani sarò duro e spietato e avrò ragione perché conto di vincere”, ha concluso. Alla fine del suo intervento, diversi esponenti del M5s si sono alzati dai propri posti e hanno abbracciato e baciato Airola per ringraziarlo della sua decisione.

“Mai come oggi penso alla frase di Rino Formica…”, spiega in Aula il senatore del M5S, ricordando la citazione dell’ex ministro socialista che definì la politica “sangue e merda”.

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