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Decreto Covid, il centrodestra voleva meno restrizioni: “Gente esasperata”. No di Draghi: “Situazione drammatica”

Di Redazione TPI
Pubblicato il 13 Mar. 2021 alle 09:07 Aggiornato il 13 Mar. 2021 alle 09:16
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Immagine di copertina
Giancarlo Giorgetti, Mario Draghi e Mara Carfagna. Credit: Ansa

Secondo un retroscena di Repubblica, il Consiglio dei ministri che ieri ha dato il via libera al decreto con le nuove misure anti-Covid (in vigore da lunedì 15 marzo) sarebbe stato tutt’altro che sereno. Pur nel rispetto delle decisioni del premier Draghi, infatti, si sarebbero levate diverse voci critiche da esponenti dell’esecutivo di area centrodestra.

In particolare, oggetto di contestazione sarebbero state le regole in vigore per le zone rosse, definite “troppo rigide” in particolare dal ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti: “Presidente, la gente è esasperata. Giusto tenere in considerazione i dati sanitari preoccupanti, ma bisogna fare i conti anche con altri fattori”, avrebbe detto il ministro leghista. “Non siamo d’accordo con questa impostazione eccessivamente rigorosa sugli spostamenti personali in zona rossa”

Una posizione appoggiata anche da esponenti di Forza Italia, come la ministra per il Sud Mara Carfagna, secondo la quale era possibile valutare “la possibilità di consentire anche in zona rossa la visita una volta al giorno per due persone da un amico o parente. Come avvenuto a Natale e Capodanno e come è già previsto per Pasqua. Sarebbe una sorta di conforto sociale”.

Una linea che avrebbe trovato l’appoggio anche delle ministre Marta Cartabia e Luciana Lamorgese, ma alla quale si è opposta l’ala più rigorista dell’esecutivo, rappresentata dal centrosinistra e in particolare dal ministro per la Salute Roberto Speranza. E il premier Draghi, alla fine, si è mostrato più vicino alla linea “chiusurista”, spiegando come la drammaticità della situazione non consenta nessun tipo di concessione.

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