Coronavirus, Salvini: “Spendiamo anche 100 miliardi o sarà la rivolta. Con i morti non si parla di risparmio”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 25 Mar. 2020 alle 09:17 Aggiornato il 25 Mar. 2020 alle 09:46
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Credit: Ansa foto

Coronavirus, Salvini: “Spendiamo anche 100 miliardi o sarà la rivolta”

“Quando ci sono mille morti al giorno niente viene prima. È un problema enorme, reale e urgente. E ha due dimensioni. Una sanitaria e una economica”. Per questo, dice Matteo Salvini in un’intervista a La Stampa, “occorrono garanzie di investimenti illimitati”. Il leader della Lega constata che “il resto d’Europa si sta muovendo con cifre enormi” quindi “dobbiamo muoverci prima che si arrivi allo scontro sociale tra garantiti e non garantiti”. Pertanto si chiede: “ Servono cento miliardi? Mettiamo cento miliardi”. La priorità per l’ex ministro dell’Interno gialloverde è questa, anche se l’obiezione che gli viene posta è che il debito potrebbe esplodere, osservazione alla quale Salvini replica: “Il rigore e lo zero virgola hanno fatto dell’Italia il Paese con la crescita più bassa d’Europa. L’emergenza ci impone di cambiare”.

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Poi il leader del Carroccio passa a notare che c’è “una gran voglia di pensiero unico” e si dice convinto “che un governo di centrodestra sarebbe stato linciato su alcune di queste scelte, anche se aggiunge: “Non importa”, come a dire: se l’avessimo fatto noi ci avrebbero crocefissi, ma pazienza… perché “il nostro obiettivo è dare una mano”. Anche se poi osserva: “Certo, quando leggo che il ministro del Sud sostiene che si deve aiutare il lavoro nero mi si gela il sangue. Per noi avrebbero chiesto l’arresto immediato per istigazione a delinquere. Sorvolo”, ironizza, però insiste Salvini, “mi basterebbe che ci lasciassero la libertà di portare le nostre idee e di esprimere il nostro dissenso quando serve”. Ad esempio, “quando il Cura Italia prevede l’uscita dal carcere di chi non ha concluso la pena. Invece qui volano insulti come se piovesse. Assurdo”.

Poi anche una battuta sul premier Conte: “Speriamo di essere consultati prima e di non venire a sapere quello che succede solo a cose fatte da una diretta su Facebook”. E il leader leghista considera tardivo il richiamo di Conte alla centralità del Parlamento, anche se – afferma – “l’importante è che non sia di facciata”.

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