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Covid, Speranza presenta il nuovo Dpcm: “Mascherine all’aperto anche con gli amici”. Ma alla Camera manca il numero legale

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 6 Ott. 2020 alle 10:52 Aggiornato il 6 Ott. 2020 alle 20:00
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Immagine di copertina

L’informativa del ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera

Oggi martedì 6 ottobre il ministro della Salute Roberto Speranza ha illustrato il Dpcm con le nuove regole di contenimento del virus alla Camera dei Deputati. Il cosiddetto “decreto ottobre” volto a limitare la seconda ondata di Covid in Italia prevede una nuova stretta alle norme di comportamento, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto – in tutte le circostanze in cui non si può mantenere il distanziamento – e il divieto di assembramento, nonché la proroga dello stato d’emergenza al 31 gennaio.

Manca numero legale, centrodestra esulta. Pd chiede verifica su assenze per “quarantena”

Al momento del voto sulla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute, le opposizioni – accortesi che diversi deputati dei gruppi di maggioranza non erano presenti – hanno deciso di non partecipare al voto non entrando in Aula. Al termine della votazione, quindi, il presidente di turno Ettore Rosato ha annunciato che non c’era il numero legale. Sono subito partiti gli applausi e i festeggiamenti delle opposizioni.

“La maggioranza non ha più i numeri. Tolga il disturbo”, ha detto il leghista Edoardo Ziello. Il centrodestra ha festeggiato in Aula, costringendo il presidente di turno Ettore Rosato a redarguire i deputati d’opposizione. “Non c’è nulla da festeggiare”, ha detto Rosato.

Il Pd, con Emanuele Fiano, pur riconoscendo che la mancanza del numero legale “è un problema per la maggioranza”, chiede formalmente alla presidenza della Camera di “verificare se il numero dei deputati oggi assenti perché è così stato richiesto dagli uffici di Montecitorio per isolamento” a causa dei controlli dopo due deputati risultati positivi al Covid 19, “ha inficiato i numeri della maggioranza”. Al secondo tentativo, il numero legale per i voti sulle risoluzioni sulle comunicazioni del ministro della Salute è venuto ancora meno, stavolta per 8 deputati. La votazione quindi si ripeterà nella seduta di domani.

La leader di FdI Giorgia Meloni ha commentato: “Alla Camera sinistra e 5 stelle non riescono a garantire il numero legale nel voto sulla loro risoluzione sulle misure di contenimento del Coronavirus, nella quale hanno ingannevolmente inserito anche la proroga dello stato di emergenza. È questa maggioranza in frantumi che dovrebbe gestire l’aumento dei contagi, le risorse del Recovery Fund, la stagione complessa che stiamo affrontando? Le cose andranno sempre peggio, come abbiamo ampiamente previsto da mesi”. “Maggioranza allo sbando, litigiosa e assente, perfino quando si parla di virus”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini dopo che alla Camera è mancato il numero legale anche perché alcuni deputati di maggioranza sono in quarantena.

Le comunicazioni di Speranza

Nel suo discorso alla Camera il ministro Speranza ha sottolineato come nonostante l’Italia, rispetto ad altri Paesi europei, stia reggendo meglio l’arrivo della seconda ondata, è necessario “non illudersi” e tenere alta l’attenzione, rafforzando le norme di convivenza sociale, perché anche nel nostro Paese la curva dei contagi è in aumento da nove settimane consecutive.

“Nel prossimo Dpcm dobbiamo continuare sulla linea della prudenza che ci ha guidato finora”, ha detto Speranza nella sua informativa alla Camera. “Dentro questo Dpcm proveremo a confermare le misure essenziali che fin qui ci hanno consentito di gestire la convivenza con l’epidemia, provando a dare un segnale di primo rafforzamento, in sintonia con la tendenza epidemiologica di risalita dei casi”. Il ministro ha così illustrato le tre regole fondamentali che rappresentano “l’asse portante” del nuovo Dpcm. Prima di essere approvato, il decreto dovrà essere presentato anche nell’Aula del Senato e condiviso con le Regioni.

Utilizzo delle mascherine

“Le mascherine sono strumento essenziale per contrastare la diffusione del Covid”, ha sottolineato il ministro della Salute. “Nel Dpcm che ci accingiamo ad adottare valutiamo l’estensione dell’obbligo di indossarle anche all’aperto. Dobbiamo fare uno sforzo in più per cui in ogni situazione in cui c’è rischio di incontrare persone non conviventi c’è la necessità di usarle”. Speranza ha evidenziato come la stragrande maggioranza dei contagi avvenga “dentro relazioni amicali e familiari”, motivo per cui bisogna indossare il dispositivo ogni volta che “s’incontrano persone con cui non si convive”, anche all’aperto.

Distanziamento e più controlli sugli assembramenti

Il secondo punto è quella del distanziamento di almeno un metro e del divieto di assembramento, norme già in vigore ma “da rendere più esecutive”. Per questo il governo lavorerà “per aumentare il livello di controllo”, perché gli assembramenti “rischiano di favorire l’impennata della curva”.

Rispetto delle norme igieniche

“Il terzo punto ha a che fare con il rispetto delle norme igieniche e in particolare con il lavaggio delle mani”, ha continuato Speranza, assicurando l’Aula sul fatto che sulle regole ci sia “pieno accordo della comunità scientifica mondiale”.

Gli altri punti salienti del discorso di Speranza alla Camera

Nel corso dell’informativa pronunciata alla Camera, il ministro Speranza ha poi evidenziato come, in una fase di aumento dei contagi, sia necessario mantenere costante il dialogo tra Stato e Regioni e favorire il massimo livello di cooperazione. “In questa fase non c’è più una dinamica di territorialità, con una parte del Paese più colpito di altri, come a luglio, quando c’era un enorme differenza tra Regioni sul piano dell’impatto. In questa seconda fase i numeri ci segnalano con grande chiarezza una crescita diffusa da cui nessuna realtà è esente. Nessuna Regione è fuori dai rischi: per questo c’è bisogno della massima attenzione in ogni angolo del Paese. Ci sarà bisogno di ripristinare la massima condivisione nella relazione tra stato e Regioni”, ha detto Speranza.

Il ministro ha ricordato all’Aula della Camera che prima di ottenere il vaccino e le cure sarà necessario aspettare ancora alcuni mesi, un periodo in cui bisogna “resistere” e incrementare la capacità di convivenza con il Coronavirus. “I mesi che ci aspettano non saranno facili da gestire, dovremo convivere con il Covid senza ancora avere questi strumenti essenziali. Le armi che abbiamo sono quelle che abbiamo conosciuto in questi mesi: i comportamenti delle persone, le misure adottato da stato e Regioni, il tracciamento”, ha dichiarato, ringraziando “i media e gli editori che hanno contribuito a rafforzare l’utilizzo dell’app immuni” e “il nostro Sistema sanitario Nazionale” che è “l’arma più forte che abbiamo“. Speranza ha concluso l’informativa condividendo “due messaggi fondamentali”: tenere alto il livello di guardia e tenere presente che “la sicurezza sanitaria è la prima mattonella su cui ricostruire la ripartenza del Paese”.

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