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Conte: “Saremo il terzo polo, il campo giusto. Il tetto dei due mandati non è un diktat”

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Conte: “Saremo il terzo polo, il campo giusto. Il tetto dei due mandati non è un diktat”

“Saremo il terzo polo, un ‘terzo incomodo’”. Giuseppe Conte anticipa i temi di quest’inedita campagna elettorale estiva, che vedrà il Movimento 5 stelle correre senza il Partito democratico, alleato di governo negli ultimi tre anni.

“La strada che ha preso il Pd con cespugli vari, di Forza Italia, Italia viva, Azione non è la nostra. L’ho detto in tempi non sospetti: per noi la larghezza del campo sarebbe stata comunque un problema”, ha detto Conte in un’intervista a Il Corriere della Sera, in cui ha detto di non essere interessato a un “nuovo Ulivo”.

“Saremo in tre a contenderci la guida del paese. Quello che noi proponiamo, in antitesi al centrodestra e al campo dell’agenda Draghi, è un ‘campo giusto’, il campo della giustizia sociale”, ha sottolineato Conte. “L’unico voto utile è quello di chi, coerentemente con i propri valori, fa di tutto per mantenere la parola data agli elettori. Non chiediamo voti per gestire il potere ma per realizzare riforme”.

In risposta a una domanda sulla collocazione del Movimento (“vuol dar vita a un progetto sul modello Mélenchon?”), l’ex presidente del Consiglio ha parlato di “un’agenda progressista, che punta alla piena inclusione sociale e a realizzare una vera transizione ecologica” e “a ridurre le disuguaglianze sociali”. “Questo terzo polo sarà aperto alla società civile e a tutti coloro che difendono i valori della Costituzione e tutti coloro che credono nella vera transizione ecologica. E che vogliono contrastare le politiche della destra”, ha affermato.

“Il modello è quello delle scelte che abbiamo già fatto in questi anni: il Superbonus e il +6,6% di Pil, la lotta a corruzione ed evasione, le misure che hanno salvato dalla povertà un milione di poveri allargando il sistema di protezione e tutela per commercianti, partite Iva, giovani e Pmi”, ha sottolineato Conte, che non ha chiuso a possibili deroghe al limite dei due mandati, riaffermato dal fondatore e “garante” del movimento Beppe Grillo. “Non è un diktat, ma lo spirito della regola sarà in ogni caso salvaguardato”, ha detto Conte, assicurando che “non manderemo in soffitta chi per dieci anni ha preso insulti per difendere i nostri ideali e per contribuire in parlamento a realizzare le nostre battaglie. Una cosa è certa, la loro esperienza sarà in ogni caso preziosa”.

Riguardo i rapporti con Alessandro Di Battista, il presidente del M5s ha detto che i due si sentiranno “presto”, specificando poi che in politica estera la posizione del partito “è stata sempre chiara: collocazione euro-atlantica, ma senza inginocchiamenti”. Netto il giudizio sulle dimissioni di Davide Crippa, ex capogruppo alla Camera del M5s, contrario allo strappo che ha contribuito alla caduta del governo Draghi. “Crippa ha portato avanti una posizione che si è rivelata minoritaria nel gruppo della Camera. Rispetto la sua opinione, ma era il capogruppo e le sue dimissioni mi sembrano conseguenti”.

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