Il premier Conte contestato al Senato: i parlamentari M5s lasciano l’Aula

Per la Tav e perché avrebbero voluto lì il ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 24 Lug. 2019 alle 18:29 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:51
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Il premier Giuseppe Conte contestato al Senato

Il premier Giuseppe Conte è stato contestato durante l’informativa al Senato sul caso dei presunti fondi russi alla Lega [qui la ricostruzione completa].

Alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle, dopo aver rumoreggiato tanto da essere più volte richiamati dal presidente Elisabetta Casellati, hanno lasciato l’Aula in segno di dissenso. Dissenso su due fronti differenti: da un lato – ha detto il senatore grillino Michele Giarrusso – per le scelte del presidente del Consiglio sulla Tav; dall’altro perché non soddisfatti della presenza di Conte. “Oggi non era lui a doversi presentare nell’Aula del Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega”, hanno spiegato in una nota i pentastellati.

Che poi hanno pure preso le distanze da Giarrusso: “Le dichiarazioni rilasciate dal senatore Mario Michele Giarrusso riguardo i motivi per cui i senatori del M5S hanno lasciato l’Aula del Senato durante l’informativa del premier Giuseppe Conte non rispecchiano la posizione del gruppo”.

“Come già precisato in una nota, il M5S ribadisce il rispetto nutrito nei confronti del presidente del Consiglio”, spiegano fonti del M5S.

Il presidente del Consiglio contestato è riuscito a stento ad arrivare alla fine del suo discorso al Senato. La presidente Casellati ha provato a riportare l’ordine, ricordando che i senatori avrebbero avuto cinque minuti di tempo a testa per il dibattito successivo, ma non è bastato a placare gli animi.

“Ho fatto una premessa sul rispetto che nutro nei vostri confronti e di questa Aula”, ha risposto Conte. “Capisco che possa non essere reciproco, ma chiederei di concludere. Volete che riferisca o interrompo qua?”.

A interrompere Conte sono stati anche i senatori del Pd, in particolare Davide Faraone. Il Pd ha anche annunciato, poco dopo la fine dell’intervento di C0nte in Aula, l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Salvini.

La polemica del Pd e del centrodestra

I senatori del Pd intanto commentavano su Twitter i banchi vuoti del Movimento 5 Stelle. “Il premier Conte inizia la sua informativa sulla Russia in Senato e quasi tutto il gruppo del M5S abbandona l’aula. Forse per disappunto sulla Tav. Si chiama sfiducia a casa mia”, ha scritto la senatrice dem Caterina Biti. “Sceneggiata a casa loro, visto che Toninelli è ancora al suo posto”, ha ironizzato.

Continua il senatore Antonio Misiani: “Senato. Parla Conte, semivuoti per protesta i banchi 5 Stelle. Sono alla frutta”. E ancora Edoardo Patriarca: “Parla Conte con un’aula vuota e senza i parlamentari 5S, posizionati sulle tribune. Mai visto!”.

Parla di “fatto politico” anche Pierferdinando Casini, senatore del gruppo per le Autonomie. “Una parte dei suoi non sono rispettosi, mi riferisco ai banchi vuoti M5s alle mie spalle che sono un fatto politico di prima grandezza che non si può minimizzare come se questo fatto non esistesse”. “Un uccellino – aggiunge – mi ha detto che è arrivata una comunicazione ai senatori M5s per chiedere di uscire dall’Aula”.

“Lo sgarbo istituzionale del gruppo del Movimento 5 Stelle mentre il presidente del Consiglio parlava ha una enorme valenza politica ed evidenzia una volta di più la crisi strisciante in atto nella maggioranza. Una crisi che finora era rimasta fuori dal Parlamento e che oggi si è manifestata platealmente nell’aula del Senato”., ha detto, invece, Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

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