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Congedo paterno, educazione emotiva, fine vita, procreazione assistita: il nuovo umanesimo del M5S (di A. Maiorino)

Immagine di copertina
Credits: EPA

Il programma elettorale del Movimento 5 Stelle per i diritti civili e le politiche di genere è il più avanzato del panorama politico italiano. Non tutti se ne sono accorti, anche perché il dettaglio di tutte le nostre proposte è stato presentato il 9 settembre e la versione sintetica uscita prima non le conteneva tutte. Oggi il programma completo è a disposizione di tutti sul nostro sito. Tra tante idee innovative che riguardano, ad esempio, ambiente, sviluppo, lavoro, welfare, giustizia e istruzione, c’è il capitolo sui diritti che ci riempie di orgoglio, oltre che darci la responsabilità di condurre questo percorso di progresso.

È una visione che nasce da lontano, da un impegno e da una maturazione cresciuti durante la legislatura che si chiude in questi giorni. La cifra del nostro lavoro è stato il pragmatismo. Un esempio su tutti: la legge per la prevenzione e il contrasto all’omolesbobitransfobia, il cosiddetto Ddl Zan che riuniva vari testi tra cui quello M5S, si è schiantata a causa dell’oltranzismo oscurantista dell’intero centro-destra. Ma i veri colpevoli sono quei partiti che, pur definendosi progressisti, Italia Viva e frange del PD, hanno di fatto dato sponda alle pulsioni reazionarie, oltre che alla propaganda alimentata dalla Lega in primis.

La strategia parlamentare del PD ha spalancato purtroppo praterie alle loro speculazioni. Il nostro errore è stato quello di lasciare troppo spazio di gestione al partito di Letta. Noi, che quel disegno di legge lo abbiamo in buona parte scritto, avremmo agito diversamente riguardo ad alcuni articoli, ad esempio l’1 e il 4. Ma il M5S non si è fermato sul piano delle proteste: grazie al nostro impegno e attraverso un fondo di 4 milioni, in tutto il Paese sono nati sportelli di ascolto e centri rifugio per le persone LGBTI che subiscono discriminazioni o aggressioni. Nella prossima legislatura questo risultato va supportato con una legge che estenda il reato previsto dagli articoli 604bis e ter del codice penale anche alle motivazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Questo è solo uno dei tasselli del nostro programma, con cui offriamo all’Italia un progetto per rendere la società a misura di persona, in cui i sentimenti e le aspirazioni di ognuno siano tutelati e valorizzati. Pensiamo si debba intervenire per sgretolare il paradigma che vuole ancora che la cura dei figli sia per lo più sulle spalle delle donne. Non è più rinviabile l’estensione del congedo paterno obbligatorio a una durata che sia pari a quello del congedo materno. Ovviamente, i congedi in pari misura devono essere applicati anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso.

È necessario raggiungere la piena parità nelle retribuzioni e abbattere il lavoro part-time involontario. Lo si può fare attraverso l’imposizione di obblighi di trasparenza e la costruzione di indicatori specifici. L’indipendenza economica delle donne è di vitale importanza anche per il contrasto alla violenza di genere. Uno dei motivi di ritardo del distacco dal carnefice è proprio la dipendenza economica dallo stesso. La violenza contro le donne va contrastata già alla radice, accanto al potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio, occorre procedere a una coraggiosa revisione dell’affido: deve essere tassativo il rispetto dell’obbligo di allontanamento del coniuge violento e bisogna cancellare l’utilizzo nei tribunali italiani della teoria denominata PAS (Parental Alienation Syndrome).

Inoltre, proponiamo l’introduzione dell’educazione emotiva e sessuale nelle scuole e il rafforzamento della rete dei centri di trattamento per uomini autori di violenza. Nel corso di questa legislatura il M5S ha ottenuto l’istituzione di un fondo per finanziare questi percorsi. Adesso bisogna garantirli ovunque sul territorio italiano. Strettamente collegata alla violenza di genere, c’è la piaga della tratta di esseri umani. Il M5S è stato promotore dell’unica indagine conoscitiva mai realizzata sul fenomeno della prostituzione. È il momento di aprire un dibattito sulla possibilità di introdurre il modello neo-abolizionista, l’unico dimostratosi in grado di ridurre il fenomeno dello sfruttamento e di stimolare un vero cambiamento culturale, in quanto va a colpire l’origine del problema: la domanda di sesso a pagamento.

In tema di diritti della persona, è indiscutibile il fatto che il nostro Paese debba dotarsi di una legge sul fine vita. Siamo stati molto vicini alla sua approvazione: soprattutto sotto la spinta del gruppo M5S, era stata approvata alla Camera una proposta ragionevole, poi arenatasi al Senato di fronte al solito ostruzionismo della Lega. Oltre 1,2 milioni di persone avevano firmato per il referendum sull’eutanasia, poi bocciato dalla Consulta. L’Italia chiede alla politica progresso e diritto alla dignità, chi si gira dall’altra parte assesta uno schiaffo a milioni di cittadini.

L’aborto è stato purtroppo uno dei temi al centro della campagna elettorale per colpa di sparate medievali e misogine, provenienti soprattutto da Fratelli D’Italia, che puntano a girare la lama nel senso di colpa delle donne. Per il M5S è urgente garantire la piena applicazione della legge 194, che è resa di fatto impossibile per via dell’elevato numero di medici obiettori di coscienza. La partecipazione ai concorsi pubblici deve riservare quote per medici non obiettori.

Spostando il focus sulle varie forme di famiglia, pensiamo che la procreazione medicalmente assistita debba essere estesa a tutte le donne, anche a quelle single, così come l’adozione deve essere consentita alle persone single e alle coppie dello stesso sesso, che devono poter accedere al matrimonio laico e civile, il cosiddetto matrimonio egualitario. Naturalmente, con l’estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, vengono loro attributi anche i diritti e i doveri oggi riservati alle coppie di sesso diverso in materia di adozione e di riconoscimento dei figli. La candidatura nelle nostre liste di due esponenti del neonato Partito Gay Solidale Ambientalista, come Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, conferma questa nostra posizione fortemente inclusiva.

Infine, crediamo che far parte di un Paese significhi non solo conoscerne la lingua e rispettarne le leggi, ma anche e soprattutto avere all’interno di quella comunità la speranza di costruirsi un futuro. Il primo percorso di integrazione su cui ci impegniamo è lo Ius Scholae, ovvero il riconoscimento della cittadinanza dopo almeno un ciclo di studi portato a compimento. I compagni di scuola dei ragazzi italiani non sono altro che cittadini e cittadine italiane. La nostra proposta ha un obiettivo chiaro: vogliamo costruire una società dove il riconoscimento dell’altro/a e il rispetto dell’ambiente siano i pilastri portanti di ogni azione. Questo è il nuovo umanesimo immaginato da Giuseppe Conte e da tutto il Movimento 5 Stelle.

 

 

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