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Ceta, Bellanova apre a una discussione sugli Ogm ma il M5S è contrario

Il Ceta è un trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada, entrato in vigore in Europa in via provvisoria il 21 settembre 2017, dopo oltre 5 anni di negoziati, anche se è ancora in attesa della ratifica dei parlamenti dei singoli Stati membri. L'Italia non ha mai ratificato l'accordo

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 12 Set. 2019 alle 20:53 Aggiornato il 13 Set. 2019 alle 07:45
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Immagine di copertina
Credits: AFP

Ceta, Bellanova apre a una discussione ma il M5S è contrario

La ministra Bellanova apre alla possibilità di una ratifica del Ceta. “Dobbiamo lavorare perché si arrivi alla ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, con l’obiettivo di dare competitività al sistema Italia. Finora si è parlato molto di porti chiusi alle disperazioni ma non si è parlato molto di porti chiusi alla contraffazione che è una parte fondamentale della concorrenza sleale al Made in Italy. Inoltre anche sugli Ogm voglio aprire un confronto anche con la parte industriale, parliamone”, ha dichiarato il 10 settembre ai microfoni di Radio24 Mattino.

Il  Ceta è un trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada, entrato in vigore in Europa in via provvisoria il 21 settembre 2017, dopo oltre 5 anni di negoziati, anche se è ancora in attesa della ratifica dei parlamenti dei singoli Stati membri.

L’accordo prevede un’abolizione del 99 per cento dei dazi doganali su tutta la merce di Ue e Canada. Dopo l’adesione di tutti gli Stati, le imprese europee smetteranno di pagare imposte alle dogane canadesi e lo stesso varrà per le imprese canadesi che esportano verso l’Ue. L’Italia non ha mai ratificato l’accordo e finora sono 15 i paesi europei ad aver dato il via libera allo scambio con il Canada.

Ceta e Ogm: il M5S contro Bellanova

Dopo le dichiarazioni della Ministra Bellanova sul Ceta e gli ogm, si sono subito si levate le voci contrarie del Movimento Cinque Stelle. Il Presidente della commissione antimafia Nicola Morra ha sottolineato che “la posizione del ministro Bellanova sul Ceta” è del tutto “personale” anche se “legittima”. “La ratifica del Ceta non è nel programma di governo. Il Movimento 5 stelle, forza di maggioranza relativa in parlamento e ben più forte del Partito democratico, è fortemente contraria a questo trattato di libero scambio con i paesi nord americani”, ha aggiunto.

Poco dopo è arrivata anche la replica del portavoce M5S della Commissione agricoltura del Senato: “La ratifica del Ceta, il trattato internazionale che sancisce un accordo commerciale di libero scambio tra Canada e Unione Europea, danneggia pesantemente il Made in Italy e tutta la filiera nostrana. Uno dei compiti del governo che nascerà sarà quello di mettere un punto fermo sulla questione. La commissione agricoltura del Senato sta portando a termine un affare assegnato per valutare le nuove tecnologie che sostituiranno gli Ogm. Su questi proporremo una modifica della legislazione europea in merito e che il ministro dovrà poi portare in sede di Consiglio”, ha scritto in una nota dopo le dichiarazioni di Bellanova sul Ceta.

Anche Nicola Zingaretti, attuale leader del Pd, oltre due anni fa si era detto contrario alla ratifica del Ceta: “Il Lazio dice No al #Ceta. Chiediamo al Parlamento di fare lo stesso, difendiamo i nostri produttori e sapori da commercio ingiusto senza regole”, scriveva in un Tweet del 4 luglio 2017.

bellanova ceta

Bellanova apre al Ceta e agli Ogm: voci contrarie al trattato

Dopo l’entrata in vigore in tutta Europa del trattato si sono moltiplicate le proteste in tutti i paesi. In Canada, infatti, dal 1993 è permesso realizzare prodotti alimentari ” geneticamente modificati”. Esiste tuttavia una specifica Agenzia di ispezione (Cfia), che ha il compito di vigilare sulla loro dannosità per la salute umana.

L’Italia ha però continuato ad imporre nei confronti dei prodotti ogm canadesi gli stessi divieti che mantiene verso tutti gli altri paesi. Anche Coldiretti è contraria al trattato e teme la concorrenza dei prodotti in arrivo dal Canada. “Il Ceta punisce il settore agricolo italiano ed espone il consumatore a maggiori rischi. Chiediamo reciprocità nelle regole. Dalla mucca pazza in poi abbiamo proibito alle imprese agricole italiane l’uso di farine animali. Ora autorizziamo l’importazione di carne canadese allevata con farina di sangue. Se impongo delle regole a tutela del consumatore e sono d’accordissimo di imporle devono valere anche per ciò che importiamo”, ha affermato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini in un’intervista ad Avvenire del 12 settembre.

Dopo le critiche arrivate da produttori e parlamentari la ministra Bellanova ha promesso di valutare tutte le posizioni contrarie. “Il Ceta, l’accordo commerciale di libero scambio tra Canada e Unione Europea è in vigore, anche se l’Italia non l’ha ratificato. Abbiamo bisogno su questo tema di fare un ragionamento con le rappresentanze del settore, analizzando i dati. Se riteniamo di dover incidere sulla questione, io sono una combattente. Ma sapendo che non tutto è nelle nostre mani, non posso dire né sì né no alla ratifica, altrimenti sarei solo una chiacchierona”, ha dichiarato a Radio Anch’io, su Rai Radio 1, l’11 settembre.

Che cos’è il Ceta

L’acronimo “Ceta” sta per “Comprehensive Economic and Trade Agreement”, letteralmente accordo economico e commerciale globale. Si tratta di un accordo firmato tra Ue e Canada e approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017. I negoziati sono cominciati nel 2009 e sono durati ben cinque anni, fino al 2014. Il 21 settembre 2017 il Trattato è entrato ufficialmente in vigore.

Il Ceta per diventare effettivo deve ricevere l’approvazione di 38 diverse assemblee e parlamenti di tutti gli Stati membri. Oltre all’eliminazione del 99 per cento dei dazi doganali tra i due paesi, prevede anche la concessione dell’accesso agli appalti pubblici canadesi alle imprese europee. Secondo la Commissione europea, porterà all’Ue un risparmio di 500 milioni di euro l’anno.

Incluse nel patto ci sono delle speciali protezioni per le produzioni europee, anche se nel caso dell’Italia sono soltanto 41 oltre 290 le eccellenze certificate “protette” dal trattato. Come spiega la Commissione europea nella sua pagina d’informazione relativa la trattato, il Ceta permetterà di accedere ai mercati dei servizi e degli investimenti in Canada.

Renderà inoltre più facile trasferire temporaneamente personale, soprattutto architetti, ingegneri ed esperti contabili europei, che potranno prestare servizi in Canada, e riceveranno uno speciale riconoscimento.

Porterà poi all’introduzione di uno specifico sistema di risoluzione delle controversie economiche per proteggere gli investitori stranieri dal “trattamento iniquo da parte dei governi”. Attraverso un tribunale di arbitrato extragiudiziale detto “Investment Court System (Ics)”, le imprese potranno portare a giudizio i governi a loro “ostili”, chiedendo i danni per le leggi ritenute contrarie all’accordo.

Quest’ultimo punto ha suscitato molte polemiche nei singoli stati nazionali, perché potrebbe rappresentare un freno ad alcune politiche pubbliche. Tra i provvedimenti che potrebbero portare alla richiesta di risarcimento danni da parte di aziende private potrebbero esserci infatti anche le nazionalizzazioni statali.

Quali paesi hanno ratificato il Ceta

L’Italia non ha mai ratificato l’accordo e sono attualmente 15 i paesi che invece hanno deciso di accettarlo: Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Spagna, Portogallo, Danimarca, Croazia, Lituania, Lettonia, Malta, Svezia, Finlandia, Regno Unito e Francia.

Il 17 gennaio 2018, il commissario europeo Pierre Moscovici in audizione nella commissione per gli affari esteri dell’Assemblea nazionale francese ha dichiarato che anche se un parlamento nazionale dovesse votare contro la ratifica del trattato, il Ceta resterebbe comunque in vigore nella sua forma.

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