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Brexit, migliaia di manifestanti a Londra contro la chiusura del Parlamento voluta da Boris Johnson

Immagine di copertina
Credit: Niklas HALLE'N / AFP)

Brexit, migliaia di manifestanti a Londra contro la chiusura del Parlamento voluta da Boris Johnson

Centinaia di manifestanti si sono riuniti a Londra, nell’area di Whitehall – la zona a Londra dei ministeri e palazzi governativi, contro la richiesta del primo ministro Boris Johnson di sospendere il parlamento per alcune settimane proprio a ridosso del 31 ottobre, scadenza fissata per la Brexit.

Migliaia di londinesi si sono radunati davanti a Downing Street, la sede del governo britannico scandendo slogan come “Boris Johnson vergognati!”, con cartelli e numerose bandiere europee. Decine di cortei sono previsti in tutto il Paese, con oltre 30 manifestazioni organizzate in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord per una mobilitazione sotto lo slogan ‘Fermare il golpe, difendere la democrazia’.

Da un palco allestito davanti a Downing Street la ministro ombra degli Interni, la laburista Diane Abbott, ha parlato alla folla radunata comunicando il sostegno alla mobilitazione del leader del Labour Jeremy Corbyn.

Intanto il laburista John McDonnell, cancelliere dello scacchiere ombra, ha esortato i deputati laburisti ad unirsi alla protesta che è ormai in corso su gran parte del territorio nazionale; una folla di oltre mille persone si è radunata ai Cathedral Gardens nel centro di Manchester, simile concentrazione si registra anche a York mentre sui social network cominciano a circolare le immagini di cortei in varie città, da Sheffield a Newcastle. Si attendono dimostrazioni anche a Birmingham, Liverpool, Glasgow, Swansea, Leeds, Belfast, Bristol e Aberdeen. Il gruppo di sinistra ‘Momentum’ ha lanciato un appello ai suoi membri per “occupare ponti e bloccare strade”, scrive il Guardian.

Lo scorso 29 agosto il governo ha chiesto alla regina, la quale ha successivamente approvato la richiesta, di sospendere il Parlamento pochi giorni dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva. Il premier Boris Johnson, dunque, vorrebbe che la sovrana Elisabetta II tenesse il suo discorso, in cui vengono presentati i piani futuri del governo, il 14 ottobre, appena pochi giorni prima della scadenza della Brexit, fissata per il 31 ottobre.

I pochi giorni a disposizione, dunque, non sarebbero sufficienti per i parlamentari per bloccare il “no deal”, ovvero un’uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza un accordo con la comunità Europea,  fortemente voluto dal premier.

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