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Brexit: il premier Boris Johnson chiude il Parlamento fino al 14 ottobre. Insorgono le opposizioni

Gli oppositori così avrebbero pochi giorni a disposizione per neutralizzare il "no deal" voluto dal primo ministro

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 28 Ago. 2019 alle 12:46 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:43
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Immagine di copertina

Brexit: il premier Boris Johnson chiude il Parlamento fino al 14 ottobre

Clamorosa decisione del premier Boris Johnson, che chiude il Parlamento britannico sino al 14 ottobre, per imporre una Brexit senza un accordo tra i membri della Camera dei Comuni.

Ad anticipare la notizia, successivamente confermata da Johnson e approvata dalla sovrana Elisabetta, è stata la Bbc.

Secondo quanto riferito dall’emittente britannica, il governo ha chiesto alla regina, la quale ha successivamente approvato la richiesta, di sospendere il Parlamento pochi giorni dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva. Il premier Boris Johnson, dunque, vorrebbe che la sovrana Elisabetta II tenesse il suo discorso, in cui vengono presentati i piani futuri del governo, il 14 ottobre, appena pochi giorni prima della scadenza della Brexit, fissata per il 31 ottobre.

I pochi giorni a disposizione, dunque, non sarebbero sufficienti per i parlamentari per bloccare il “no deal”, ovvero un’uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza un accordo con la comunità Europea,  fortemente voluto dal premier.

Gli oppositori di Johnson sono immediatamente insorti per la decisione del premier. Il leader laburista Jeremy Corbin ha dichiarato: “Sono inorridito dalla sconsideratezza del governo Johnson, che parla di sovranità e che tuttavia sta cercando di sospendere il Parlamento per evitare l’esame dei suoi piani per una spericolata Brexit senza accordo. Questo è un oltraggio e una minaccia per la nostra democrazia”.

Anche lo speaker della Camera dei Comuni britannica John Bercow ha parlato di “oltraggio costituzionale”, mentre il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha twittato: “Sembra che Boris Johnson stia per chiudere il Parlamento ed imporre una Brexit senza accordo. A meno che i parlamentari si uniscano per fermarlo, la prossima settimana, oggi verrà ricordato come un giorno nero per la democrazia britannica”.

Johnson, dal canto suo, ha negato che quella del governo sia una mossa per impedire un dibattito sulla Brexit e favorire, così, un “no deal”. “È falso, stiamo presentando nuove leggi su crimine, ospedali, istruzione. Ci sarà tutto il tempo dopo il vertice Ue del 17 ottobre per dibattere la Brexit” ha affermato il premier britannico in un’intervista televisiva in cui ha confermato che la regina terrà il suo discorso al Parlamento il 14 ottobre.

Intanto, ha raggiunto in poche ore un milione e mezzo di firme una petizione sul sito del Parlamento del Regno Unito, che chiede al governo di non prolungare le ferie estive della Camera.

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