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Bilancio, governo approva documento programmatico: addio a Quota 100, più controlli sul Reddito di cittadinanza

Immagine di copertina
Credit: ANSA/Roberto Monaldo / POOL

Bilancio, governo approva documento programmatico: addio a Quota 100, più controlli sul Reddito di cittadinanza

Il governo italiano ha approvato all’unanimità il documento programmatico di bilancio (dpb), il testo su cui si baserà la proposta per la legge di bilancio per il 2022, la prima varata dal governo di Mario Draghi.

Il documento, da trasmettere alle autorità europee e al parlamento italiano, prevede misure espansive per circa 23 miliardi di euro, che secondo le stime del governo dovrebbero portare la crescita del 2022 al 4,7 percento dal 4,2 in uno scenario senza interventi. Più di un terzo del totale, 8 miliardi, dovrebbe finanziare tagli delle tasse, mentre un miliardo di euro potrebbe essere stanziato per contenere l’aumento delle bollette, causato dall’impennata dei prezzi delle materie prime.

La manovra conterrà anche “interventi in materia pensionistica, per assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario”, secondo quanto dichiarato nel comunicato stampa del governo. Sul tema delle pensioni, i partiti non sarebbero ancora riusciti a trovare un accordo per sostituire “quota 100”, che consente di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi. Una misura fortemente voluta dalla Lega, che l’ha promossa durante il primo governo Conte, e si è detta a più riprese contraria a un ritorno al regime previsto dalla legge Fornero, che porterebbe l’età pensionabile a 67 anni.

“Sulle pensioni ci sono diverse ipotesi in ballo, ma questa sera nessuna decisione su quota 100 è stata presa, così come chiesto dai ministri della Lega”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “Nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche del sistema pensionistico. Escludo qualsiasi ritorno alla legge Fornero”, ha aggiunto il ministro leghista.

Tra le alternative che il governo sta prendendo in considerazione, c’è l’introduzione temporanea dei regimi “quota 102” e “quota 104” nei prossimi due anni, che consentirebbero di andare in pensione a 64 anni nel 2022 e a 66 anni nel 2023, con 38 anni di contributi.

Per quanto riguarda l’altra misura simbolo del primo governo Conte, questa volta sostenuta dal Movimento 5 Stelle, il Reddito di cittadinanza sarà soggetto a maggiori controlli e “correttivi alle modalità di corresponsione”, mentre il livello di spesa sarà allineato a quello del 2021. Per farlo dovrebbe arrivare un finanziamento aggiuntivo da circa 1 miliardo per il 2022, che porterebbe la disponibilità per il 2022 a 8,8 miliardi, la stessa cifra stanziata quest’anno. Per quanto riguarda le maggiori restrizioni, ai beneficiari che rifiutano un’offerta di lavoro potrebbe essere decurtato l’assegno con un sistema simile a quello dell’indennità di disoccupazione (Naspi).

Inoltre il consiglio dei ministri ha annunciato che la prossima manovra conterrà anche il taglio dal 22% al 10% dell’Iva sugli assorbenti e il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax.

Altre misure annunciate dal governo includono l’incremento del Fondo Sanitario Nazionale di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. Il consiglio dei ministri ha anche comunicato che saranno destinate nuove risorse al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia di Covid-19.

Gli altri interventi previsti dal documento programmatico di bilancio (dpb):

Bonus

Saranno rinnovati superbonus, ecobonus al 65% e sconti al 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici green. Rifinanziati anche i bonus Tv e decoder, che prevedono fino a 100 euro per rottamare la vecchia tv, senza limiti Isee, e 30 euro per i decoder per chi ha un Isee sotto i 20mila euro.

Ammortizzatori

La riforma degli aiuti per chi perde il lavoro è ancora in via di definizione, ma si lavora per dar loro un taglio universalistico. C’è ancora una settimana per definire tutto e superare, ad esempio, i dubbi della Lega sull’aumento delle contribuzioni da parte delle imprese più piccole. L’obiettivo è riformare ammortizzatori e politiche attive, con un percorso di formazione e reinserimento analogo per i percettori di Rdc, di Naspi o di altri ammortizzatori. Dovrebbero essere inoltre inseriti esoneri contributivi per lavoratori provenienti da imprese in crisi e rifinanziamento delle misure per l’autoimprenditorialità giovanile e femminile.

Famiglia

La manovra indirizzerà fondi anche alle famiglie, per intercettare i loro bisogni. Ad esempio, dovrebbe rendere strutturale il congedo di paternità di dieci giorni. E incentivare il lavoro femminile con una decontribuzione, in particolare per le donne che tornano al lavoro dopo la maternità. Inoltre, aumenteranno i fondi per la gratuità dei libri testo nella scuola dell’obbligo.

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