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Beppe Sala sogna i Verdi

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È dai tempi dei governi di Prodi che la politica italiana non si interessava così tanto del destino dei Verdi, minuscola formazione senza neppure un parlamentare, manco sondata dagli istituti di sondaggi fino a qualche tempo fa.

Adesso invece Giuseppe Conte ed Enrico Letta, Beppe Sala, Benedetto della Vedova e Gianfranco Rotondi fanno a gara a congratularsi con Angelo Bonelli, segretario uscente e rientrante, nonché unico verde rimasto in circolazione per quattordici anni di seguito. I maligni dicono che il merito più grande di Bonelli sia stato quello di aver risanato i conti del partito con una spending review draconiana e l’uso del “due per mille”.

Ma cosa vuole la dirigenza del centrosinistra (e non solo ) da Bonelli? Sarebbe più giusto chiedersi cosa temono leader fragili e timorosi come Letta e Conte. Temono l’onda verde. Osservano i sondaggi tedeschi, che danno i Verdi stabilmente sopra il venti per cento, primi o secondi, comunque alleati della Cdu e certamente al governo. In Francia i Verdi hanno sgominato gollisti e macroniani in tutte le città francesi. In Svizzera i due partiti ecologisti viaggiano sul venti per cento.

Quanto ci metterà l’onda verde a svalicare verso il Belpaese? Poco, secondo alcuni sondaggisti, per i quali l’onda verde darà uno sbocco in Italia all’elettorato dei Cinquestelle, ai delusi del Pd, ai forzisti orfani del “sole in tasca” di Silvio Berlusconi. Cresce e si gonfia un elettorato potenziale che potrebbe fare dei Verdi il fatto nuovo della politica italiana.

Ecco dunque che i big del centrosinistra vanno a blandire Bonelli, a giurargli fedeltà, ad assicurargli collegi. Intanto i sondaggisti danno ai Verdi il due virgola due per cento, più di Renzi e Calenda, ma pur sempre pochino per una forza di massa.

A soccorrere il mite Bonelli due che proprio non vengono da Legambiente: il sindaco di Milano Beppe Sala, fresco di adesione ai Verdi europei, da questi officiato di una leadership italiana che dovrebbe manifestarsi dopo le elezioni milanesi. Anche la curia romana vicina a Papa Francesco segue con interesse il progetto. La strategia di Sala? Attendere l’exploit dei verdi tedeschi in Germania e poi una volta riconfermato sindaco scendere in campo come leader nazionale a tutto tondo. Obiettivo finale: la presidenza del Consiglio.

Vuole essere della partita anche Gianfranco Rotondi, ex ministro di Berlusconi e proprietario dello scudo crociato, che da un pó va in giro a presentare la “laudato sì” di Papa Francesco, spiegando che l’onda verde sarà la nuova Democrazia Cristiana.

Non a caso Rotondi ha annunciato il sostegno per Sala a Milano. I maligni dicono che è tutta opera del suocero di Sala, l’eterno e onnipotente banchiere bianco Bazoli, a suo tempo grande sponsor di Prodi e dell’Ulivo, oggi big sponsor dell’onda verde (e del genero sindaco).

Rimanendo in tema di banche, parla di ambiente anche il mancato sfidante di Sala, Oscar di Montigny, genero di un altro banchiere lombardo, Ennio Doris. E non è escluso che i due – Sala e Di Montaigny- in futuro non si alleino. Ci lavora Rotondi, assiduamente. Da Chianciano, dove oggi c’è l’assemblea costituente di Europa Verde, l’onda si sposterà ora a Siderno, dove dal 16 al 18 luglio i democristiani di Rotondi celebreranno il nuovo corso ambientalista fondando, a quanto è in grado di anticipare TPI, una associazione nuova di zecca: “Verde è popolare” ,con tanto di simbolo verde fiammante e scudo crociato stilizzato in bella vista. Se rimanessero dubbi sul possibile successo dell’onda verde, l’arrivo dei democristiani li mette in fuga tutti. Vuoi vedere che sta per arrivare la “balena verde”?

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