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Lettera di Azzolina al personale della scuola: “Respingiamo le insinuazioni, fieri del lavoro fatto, nessuno come noi in Europa”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 31 Ago. 2020 alle 19:29
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Immagine di copertina
Lucia Azzolina, ministra dell'Istruzione. Credit: Facebook

Alla vigilia del via all’anno scolastico più atteso e delicato degli ultimi decenni, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, prende carta e penna e scrive una lettera rivolta ai presidi, ai docenti e a tutto il personale della scuola. Ringrazia e fa i complimenti a tutti, si dice soddisfatta – “senza alcun trionfalismo” – del lavoro svolto e respinge con forza le critiche piovutele contro negli ultimi mesi. “Dati alla mano – afferma -, nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione”.

Una lettera, quella di Azzolina, che alterna spada e fioretto. “Stiamo per scrivere, insieme, un capitolo nuovo e determinante nella storia della nostra scuola. Siate innanzitutto fieri del lavoro fin qui svolto”, scrive la ministra. “Veniamo da mesi difficili in cui, come comunità scolastica, abbiamo dovuto reagire ad una pandemia che ha colto il mondo di sorpresa, travolgendolo”. La didattica a distanza – dice – “nonostante le difficoltà ha tenuto vivo il legame con le nostre ragazze e con i nostri ragazzi”. Poi gli esami di maturità: “In molti avevano messo in dubbio la nostra capacità di organizzarli in presenza, in pochi hanno poi voluto raccontare con quale spirito di servizio la scuola tutta abbia gestito senza alcuna criticità una prova che resterà nella storia e nel cuore di studentesse e studenti”.

Ora, ricorda Azzolina, “ci troveremo a convivere con regole di sicurezza da rispettare e con una maggiore attenzione agli aspetti sanitari”. “Non era mai successo prima. So che c’è preoccupazione, è comprensibile. Ci darà sostegno la garanzia del gran lavoro fatto”. E se le “regole condivise” per la ripartenza della scuola “si sono evolute nel corso dell’estate è perché il quadro di una pandemia non è una fotografia, non è statico”. Oggi, sostiene la ministra, “abbiamo regole chiare, tra le più rigorose in Europa”.

Azzolina ricorda poi le risorse stanziate risorse per l’edilizia leggera, per i dispositivi di protezione, per la logistica “che consentirà di evitare assembramenti”, per i dispositivi digitali. E – non potevano mancare nell’elenco – per i “2,4 milioni di banchi nuovi monoposto”. “Abbiamo letto di tutto su questi banchi – attacca la ministra -. Il dibattito è stato a tratti surreale, lasciatemelo dire. Ma chi insegna, dirige una scuola o ci lavora, come voi, sa che queste dotazioni saranno importantissime per i nostri studenti, non solo per la loro sicurezza oggi, ma anche per offrire la possibilità di rinnovare la didattica domani”. E aggiunge “In questi giorni, poi, il Commissario straordinario sta consegnando gel e mascherine nelle scuole. Fornirà tutto lo Stato”.

“Nonostante l’emergenza – prosegue Azzolina – abbiamo digitalizzato e accelerato le procedure di assunzione, quelle per l’assegnazione delle supplenze, una novità che modernizza il sistema. Svolgeremo a breve concorsi per 78mila posti che rafforzeranno il nostro organico, fra cui quelli per le secondarie, molto attesi data la carenza di insegnanti. Avrei voluto farli prima, è noto. Ma li faremo presto e credo che una volta per tutte il Paese debba ragionare su un modello stabile di reclutamento”.

Secondo la ministra, in questi mesi “il dibattito ha schiacciato la questione scolastica troppo spesso sul lato sanitario, dimenticando il vero obiettivo della riapertura: i bisogni educativi dei nostri studenti, a cui tutti noi ci siamo dedicati come personale della scuola”. Azzolina parla di “narrazioni spesso semplificate, alcune volte allarmistiche, quasi sempre ingiuste sul personale scolastico”.

“Respingeremo sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora”, attacca. “Come quelle che danno già per certa una fuga ipotetica di insegnanti dalle classi. O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Traduzioni semplicistiche che rischiano di fare danno al sistema”.

“Sarà un anno duro – avverte in conclusione Azzolina -. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle”. La ministra fissa i prossimi obiettivi: “Eliminare le classi sovraffollate, le cosiddette classi pollaio” e “realizzare un Piano pluriennale di investimenti sull’edilizia scolastica”.

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