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Autostrade, nel Cdm scintille tra Guerini e Conte per via di Rocco Casalino: “Non si può andare avanti in questo modo”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 16 Lug. 2020 alle 13:05
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Immagine di copertina

Autostrade: nel Cdm scontro tra Guerini e Conte per via di Rocco Casalino

Non solo Conte-Di Maio: nel Cdm in cui si è discusso del dossier Autostrade è andato in scena uno scontro anche tra lo stesso premier e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, esponente del Pd, per via di Rocco Casalino, portavoce e capo dell’ufficio stampa del presidente del Consiglio. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, infatti, ma anche da altri media, nel corso del Cdm notturno, uno dei più difficili del governo giallorosso, sono andati in scena più scontri, che hanno visto protagonisti sia il premier Conte che alcuni esponenti dell’esecutivo, sia del Pd che del M5S. Se a fare più “rumore” è stato il duro confronto intercorso tra Di Maio e il presidente del consiglio (di cui abbiamo parlato qui), non meno ruvido è stato il faccia a faccia tra Guerini e il premier.

Secondo quanto ricostruito, infatti, a far perdere le staffe al ministro della Difesa sarebbe stata la prima pagina de Il Fatto Quotidiano con il titolo “United dem of Benetton” e la foto di diversi esponenti del Pd, tra cui Paola De Micheli, accusata, dopo la pubblicazione della lettera in cui la ministra dei Traporti sollecitava Conte a prendere una decisione sulla revoca o meno ad Atlantia, di aver preso le difese della famiglia Benetton. Guerini si sarebbe avvicinato a Conte mostrandogli attraverso il cellulare l’articolo: “Questa favoletta dei frenatori amici dei Benetton ha scocciato. Siamo tutti sulla stessa barca, non c’è il cavaliere bianco senza macchia e il cattivo che inciucia. Questi giochini comunicativi non sono rispettosi del lavoro di De Micheli e Gualtieri” avrebbe affermato Guerini aggiungendo anche, secondo l’Huffington Post “così non si può andare avanti in questo modo”.

Conte avrebbe esclamato “Io non c’entro nulla con quello che fa Travaglio”, ma Guerini, prima ancora che il premier finisse la frase, avrebbe detto: “Allora vallo a dire di là” alludendo a Rocco Casalino, responsabile della comunicazione di Palazzo Chigi. Conte a quel punto sarebbe sbottato: “E io che dovrei dire? Quando quella lettera riservata è uscita sui giornali ho fatto finta di nulla, anche se è una cosa gravissima e inaccettabile. Da avvocato ci sarebbero anche dei profili legali su cui intervenire”. A quel punto sarebbe intervenuta la stessa De Micheli affermando: “Sai bene che non ho fatto uscire io quella lettera. Qui c’è qualcuno che ha giocato a farmi passare da amica dei Benetton. A me dei Benetton non frega nulla, sto difendendo il lavoro di un anno”. Il resto è storia nota: su Autostrade si trova l’accordo e il giorno seguente tutti si dicono soddisfatti. Ma le tensioni restano e rischiano di trascinare nel baratro l’intero esecutivo.

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