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Benvenuti nell’era del populismo vaccinale: il Governo blocca (di nuovo) AstraZeneca ma non spiega perché

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Esattamente come 3 mesi fa l’esecutivo italiano stoppa la campagna del vaccino anglo-svedese, ma non dà spiegazioni. Agisce sull’emotività. O peggio

La morte di Camilla rischia di essere inutile. E la reazione del Governo e del Comitato tecnico-scientifico è a dir poco inspiegabile. Sono bastate poche ore, infatti, per scoprire che Camilla la ragazza tragicamente morta dopo la prima dose di vaccino – aveva un deficit congenito della coagulazione (piastrinopenia familiare) che ha provocato reazione avversa all’iniezione di AstraZeneca.

La sua è una morte folle, dolorosa per tutti, drammaticamente inutile. Ma è – soprattutto – una morte che si poteva evitare. Le indagini ci diranno cosa ha prodotto questo esito, ma le possibilità non sono molte: o è stata condotta male l’anamnesi (l’indagine che si fa al centro vaccinale prima di procedere all’iniezione) o il medico presso cui la ragazza era in cura non ha avvisato Camilla del fatto che era in una situazione di potenziale rischio oppure sono accadute entrambe le cose insieme.

Ma la causa della morte della ragazza – per fortuna o purtroppo – è una di queste due motivazioni, non il vaccino. Se poi ad un malato fragile, sotto terapia, che ha una fragilità genetica certificata, che è giovane ed è donna, si dà anche la dose del vaccino che più è sconsigliato per donne, giovani, con la predisposizione a problemi di coagulazione del sangue, allora (come è accaduto) il pasticcio è servito.

Il tema, tuttavia, è che la reazione del Governo e del ministero della Salute, ancora una volta, è inspiegabile: cambiare l’intero piano vaccinale, addirittura variare la programmazione di tutte le seconde dosi ancora in essere. Questo è semplicemente privo di logica.

Immaginate per un attimo un esempio estremo: il giovane guidatore di un’auto va a controllare le gomme prima di mettersi in viaggio. Il gommista gli dice: “Tutto a posto!”. Ma poi si scopre che per distrazione, il gommista, non si è accorto di un grosso chiodo piantato nel copertone. Per questo motivo, dopo pochi chilometri percorsi in autostrada al guidatore esplode una gomma. La macchina sbanda, il ragazzo muore.

Ebbene, l’unica reazione possibile è quella di indagare il gommista per omicidio colposo: ovvero per una grave negligenza che – senza nessuna volontà omicida – ha prodotto un esito tragico. La reazione del Comitato tecnico-scientifico alla morte di Camilla, invece, è stata emotiva, irrazionale, due volte fuori misura. Invece di partire dal problema, i tecnici si sono lasciati travolgere dalla paura e dal calore mediatico.

È come se, dopo l’incidente che abbiamo descritto, il Governo decidesse di chiudere l’autostrada. Come se, invece di consigliare prudenza e controlli sulle auto, dicesse a tutti i viaggiatori di scendere dal veicolo e di cambiare le gomme.

E infatti cosa si sta dicendo ora agli italiani? Non solo di non usare più AstraZeneca, ovvero di chiudere una intera autostrada che è vitale per il grande traffico che sopporta. Ma – addirittura – si prescrive alle persone che hanno già superato il casello e sono già in viaggio, di cambiare vaccino.

Sarebbe come – in piena estate – consigliare agli automobilisti di mettere le gomme da neve, facendo credere che questa sia una soluzione al problema della foratura. Il problema invece è il chiodo, non la gomma. Mi pare che l’unico soggetto che trarrebbe vantaggio da questa sostituzione sarebbe in produttore dei pneumatici da neve, cioè la Pfizer (che aumenta ulteriormente il suo fatturato).

E non basta: il cambio del vaccino – solo nella seconda dose – non garantisce nessuna sicurezza. Anzi, è un pasticcio che non è mai stato sperimentato su vasta scala. Se ne parlò, in passato, e venne sconsigliato da molti virologi (che oggi purtroppo tacciono).

Stupisce, dunque, che il Governo e il Comitato tecnico-scientifico non abbiano mantenuto i nervi saldi, proprio nel momento in cui era più importante farlo. Bisogna dire agli italiani che oggi magari avranno una sensazione di sollievo, oppure di soddisfazione, o addirittura di rassicurazione, che questa scelta, invece di risolvere i vecchi problemi, ne crea due. Non restituisce la vita a Camilla. E non ci rende per nulla più sicuri. Del populismo vaccinale non si può che diffidare.

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