Covid ultime 24h
casi +8.824
deceduti +377
tamponi +158.674
terapie intensive +41

Salvini e Meloni rilanciano il video del TGR Leonardo del 2015: non hanno rispetto nemmeno dei morti

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 26 Mar. 2020 alle 15:14
2.7k
Immagine di copertina

La storia ormai è nota ma vale la pena di chiarirla una volta di più che tanto male non fa: tra la marea di cretinate che arrivano nel catene di WhatsApp ha funzionato benissimo un servizio di Leonardo, il telegiornale a tema scientifico della testata regionale della Rai, trasmesso nel 2015 che parla di una sperimentazione svolta in Cina su un virus creato in laboratorio partendo “da una proteina presa dai pipistrelli”. Quel servizio riprendeva uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature il 9 novembre del 2015 (lo trovate qui) e parlava genericamente di “Coronavirus” funzionando alla perfezione per i complottisti di ogni sorta.

Che poi con “Conoravirus” si definiscano virus diversi tra loro e conosciuti da tempo e che il Coronavirus attuale (SARS-CoV-2) si di origine naturale e abbia una sequenza genetica completamente diversa da quello a cui faceva riferimento il servizio l’hanno detto e ripetuto tutti i massimi scienziati, l’autore stesso di quel servizio e praticamente tutte le testate giornalistiche degne di chiamarsi tali. La rincorsa a chi la spara più grossa è una pratica che funziona parecchio, mica solo da noi: internet ha creato il sogno di scoprire cose inenarrabili a furia di cliccare, complotti ipermondiali orditi da superpotenze nascoste e altro.

Poi sono gli stessi che non sanno che alcuni Stati compiono da sempre esperimenti in laboratorio sui virus e sui loro antidoti (perché questo sì che è vero) e se ne stupiscono. Gli sarebbe bastato informarsi e affidarsi un po’ meno ai social. Del resto sono gli stessi, più o meno, che da settimane ci dicevano che l’attuale pandemia fosse il risultato di un’arma chimica creata dai militari USA per indebolire la Cina: il fatto che ora gli USA abbiano più morti della Cina dovrebbe bastare a disinstallare il dubbio.

Ma non è questo il punto. Mettiamo anche che la notizia sia vera. Poniamo che sia legittimo il dubbio. Matteo Salvini e Giorgia Meloni su questa notizia (falsa) ieri hanno costruito tutta la loro comunicazione politica riportando quei video sui social e annunciando chissà quali rivoluzioni. E uno si chiede? Ma che senso ha in un momento di emergenza nazionale rilanciare una notizia molto probabilmente falsa per aizzare un popolo che da settimane è impaurito, stanco, rinchiuso in casa, con poca riserva di speranza? Qual è l’utilità? Pensateci bene, nessuna.

Vale solo per sfamare gli intestini delle psicosi e delle paure, non c’è nient’altro, serve solo a convincere gli scettici che tutto ciò che accade sia responsabilità di qualcun altro come se questo potesse risolvere il pianto luttuoso del deputato bergamasco della Lega che in Parlamento ha raccontato l’ecatombe che è oggi Bergamo. Significa non avere rispetto nemmeno dei morti. Ancora una volta serve solo a rivendere l’illusione di una soluzione semplice a un problema complesso. Piuttosto che rilanciare subito sulle catene WhatsApp si potrebbero smontare i due inoculatI di psicosi Salvini e Meloni rispondendogli semplicemente: e quindi, anche se fosse, cosa cambia ora ai nostri morti?

Leggi anche: 1. Coronavirus Anno Zero, quel 23 febbraio all’ospedale di Alzano Lombardo: così Bergamo è diventata il lazzaretto d’Italia /2. Perché in Lombardia si muore? Gli errori di Fontana e altre sette importanti ragioni (di S. Lucarelli)

3. Sindaco di Brescia a TPI: “Qui i contagi e i morti sono molto di più rispetto a quelli che ci dicono, qualche giorno e superiamo Bergamo”/4.Lo sfogo di un medico a TPI: “Se la Lombardia non cambia strategia, la gente continuerà a morire”

5. “Bergamo abbandonata a se stessa: c’è il mercato nero delle bombole, ti salvi se un amico ti fa un piacere” 6. Bergamo: così vengono curati i pazienti, sistemati anche nei corridoi | VIDEO

TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

2.7k
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.