Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 23:50
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Popolare di Bari: salvare le banche uccide il mercato

Immagine di copertina

Il salvataggio della Banca Popolare di Bari è l'ennesima operazione di assistenzialismo a costo pubblico. Salvare gli istituti piace a tutti, ma uccide il mercato che invece deve produrre necessariamente vincitori e vinti

Salvare le banche uccide il mercato

Non bastavano gli interventi su Ilva, Alitalia, Monte dei Paschi, Popolare di Vicenza e Veneto Banca: con il “salvataggio” della Banca Popolare di Bari, lo Stato italiano prepara l’ennesima operazione di assistenzialismo a costo pubblico impegnando capitali e consegnando al mercato un messaggio molto pericoloso: in Italia alcuni possono fallire e altri no.

Per comprendere al meglio la dinamica di questa vicenda, è necessario prima di tutto capire la portata del “salvataggio”, i reali rischi per correntisti e investitori e i possibili rischi di mercato.

Partiamo dai capitali con qualche esempio per capire la portata degli investimenti previsti. Tra i contributi assegnati alle banche venete e quelli promessi al Popolare di Bari il conto per il Paese potrebbe arrivare a oltre 20 miliardi di euro. Una cifra che rappresenta dieci volte l’importo speso per Quota 100 in un anno, tre volte quello per il reddito di cittadinanza e, per fare esempi ancora più significativi, tre volte la cifra investita per sostenere gli insegnanti di scuola secondaria in Italia e oltre il doppio di quanto spendiamo per ricerca e sviluppo.

Venti miliardi di euro letteralmente donati a istituti che in un mercato non inquinato dalla politica sarebbero tecnicamente falliti, senza peraltro danneggiare i correntisti, ma semmai azionisti e investitori che per loro natura sono portati a correre rischi finanziari.

Va infatti ricordato che i correntisti sono tutelati dal Fondo interbancario di tutela dei depositi e dal Fondo di garanzia dei depositanti per le banche di credito cooperativo fino a 100.000 euro. Superati i 100.000 euro, gli importi vengono iscritti al passivo della banca in processo di fallimento e liquidati al creditore con regolare iter processuale, a meno di anomalie o casi particolari.

Chi è meno tutelato è, invece, l’investitore, il proprietario di strumenti finanziari (bond, azioni ecc..) che in misura diversa partecipa al rischio di investimento e di capitale dell’istituto finanziario. Questa dinamica è, però, perfettamente accettabile in un contesto di mercato dove esistono necessariamente successi e insuccessi del mondo imprenditoriale e finanziario.

Vi immaginate se ad ogni crollo del mercato azionario di un’azienda privata si verificasse costantemente un ingresso dello Stato nei capitali? Sui giornali potremmo leggere titoli come questi: “Apple crolla in borsa perché vende meno iPhone: il Governo USA compensa acquistando azioni”. Oppure: “Disney perde la sfida dello streaming con Netflix: l’Ue valuta ingresso nel capitale”.

Questi annunci potrebbero essere accolti con sollievo da chi non conosce a fondo le dinamiche di mercato, d’altronde a tutti piacciono i “salvataggi” e a nessuno piace vedere persone o enti morire di stenti, ma purtroppo il mercato produce necessariamente vincitori e vinti. Produce capitali e produce perdite. Produce rischi e produce opportunità. E tutti questi tasselli possono stare in equilibrio se esistono regole valide per tutti, e se viene garantita la trasparenza e l’accesso alle informazioni.

In mancanza di uno di questi elementi il sistema può subire danni enormi, creando reazioni a catena che possono durare per anni e che pagheremo tutti.

Leggi anche:
Banca Popolare di Bari, Conte: “Non difendiamo nessun banchiere. Faremo una banca del Sud a partecipazione pubblica”
Ti potrebbe interessare
Economia / Tende da sole, bonus 2026: come fare la domanda e quali sono i requisiti
Economia / L’auto elettrica non c’entra, il maxi-rosso di Stellantis viene dal Nord America
Economia / Buy now pay later nel 2026: tra tendenze e nuove norme
Ti potrebbe interessare
Economia / Tende da sole, bonus 2026: come fare la domanda e quali sono i requisiti
Economia / L’auto elettrica non c’entra, il maxi-rosso di Stellantis viene dal Nord America
Economia / Buy now pay later nel 2026: tra tendenze e nuove norme
Lavoro / Carta del Docente 2026, erogazione confermata: soldi accreditati, c’è la data
Economia / Dazi Usa al 15%: l’Italia è il secondo Paese più colpito al mondo dalle nuove tariffe doganali di Trump
Economia / Spid a pagamento: cosa cambia e perché è stata presa questa decisione
Economia / Bonus balconi 2026, requisiti e importi: come tagliare i costi dei lavori
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Economia / Tutti i bonus che ti spettano senza ISEE: dettagli e lista completa
Economia / Maxi concorso per 1.000 posti: basta il diploma, i dettagli