Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:27
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Un golpe bianco alla faccia della Costituzione (di Riccardo Barenghi)

Immagine di copertina
Credits: ANSA/QUIRINAL PRESS OFFICE

Se un premier lascia, il governo cade. Qui invece si ipotizza una sua investitura divina al Quirinale

Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano, e stavolta la formica si chiama Massimo D’Alema. Che non è un insetto, ma conosce la materia della politica. E allora come dargli torto quando dice che il renzismo è stata una malattia terribile, da cui il Pd è guarito da solo?

Semmai ci sarebbe da discutere sulla avvenuta guarigione, ma questa è un’altra storia. Invece non c’è alcun dubbio sulla seconda incazzatura della formica, peraltro ex leader della sinistra italiana ed ex premier, quando parla di Mario Draghi possibile Capo dello Stato e denuncia «la campagna culturale che accompagna l’operazione… la necessità di sospendere la democrazia e affidarsi a un potere che altro non è se non quello della grande finanza internazionale». E ancora: «L’idea che il premier si auto-elegge Capo dello Stato e nomina al suo posto un alto funzionario del ministero dell’Economia mi pare non adeguata per un grande Paese democratico come l’Italia».

E qui D’Alema è stato fin troppo gentile, altro che idea non adeguata. Se sul serio accadesse che Draghi venisse eletto al Quirinale e fosse sostituito da una sua controfigura, ci troveremmo di fronte a un golpe bianco. Alla faccia della Costituzione, e della democrazia parlamentare, anzi della democrazia tout court. In un Paese normale (vecchio sogno mai avveratosi dello stesso D’Alema), se un premier lascia la sua carica, il governo cade. E allora toccherebbe al Parlamento provare a far nascere un nuovo esecutivo con un nuovo Capo, ammesso che la vecchia maggioranza resti in piedi.

Invece qui si ipotizza una sorta di investitura divina da parte di Draghi. Che oltretutto dirigerebbe dal Quirinale il governo affidato da lui stesso a un suo fedelissimo, sotto l’egida dell’Europa (ma cos’è l’Europa?) e delle potenti istituzioni internazionali. E noi, noi cittadini che abbiamo eletto i nostri rappresentanti? E gli stessi parlamentari che ruolo avrebbero? “Usi a obbedir tacendo e tacendo morir”, come recitava il vecchio motto dei carabinieri?
Continua a leggere sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Lettera a TPI – Se il Governo pensa che 2.500 euro bastino per trattenere i giovani in Italia
Opinioni / Perché l’Europa ha bisogno di una rivoluzione culturale
Opinioni / Il prezzo del silenzio e della vendetta di Israele (di F. Bascone)
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Lettera a TPI – Se il Governo pensa che 2.500 euro bastino per trattenere i giovani in Italia
Opinioni / Perché l’Europa ha bisogno di una rivoluzione culturale
Opinioni / Il prezzo del silenzio e della vendetta di Israele (di F. Bascone)
Opinioni / L’incantesimo spezzato del Mattone (di Tobia Zevi)
Opinioni / La grande battaglia dei nostri tempi (di Francesca Romana D’Antuono)
Opinioni / Le chiavi perdute: anatomia di un tradimento generazionale tra case vuote, salari fermi e affitti insostenibili
Opinioni / Se anche lo Stato incassa un extra-dividendo: ecco come può usarlo contro il caro-energia
Opinioni / Navi Pillay, un Nobel che scuote le coscienze contro le atrocità della guerra
Opinioni / Un’agricoltura che produce di più, ma con meno agricoltori: è davvero questa l’Europa che vogliamo?
Opinioni / Israele: la forza della deterrenza, la mancanza di un disegno politico (di G. Gambino)