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Quando la pandemia sarà finita, come faremo a capirlo? (di S. Mentana)

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C’è una domanda che ci facciamo da quando siamo costretti a convivere con il coronavirus: quando finirà tutto questo? Oggi una titanica campagna vaccinale su scala globale ci offre una prospettiva sulla conclusione della pandemia, mentre una serie di misure come le riaperture o l’approvazione del PNRR ci lasciano pensare che una buona parte dell’emergenza sia ormai alle nostre spalle. Eppure quella fine della pandemia che ci viene prospettata dall’inizio del lockdown è un traguardo difficile da identificare con un episodio preciso. Quando e come saremo in grado di riconoscerlo?

Nella nostra mente, la pandemia è un fenomeno con un inizio ben definito e da cui di conseguenza ci aspettiamo una fine altrettanto chiara. Se il tutto è cominciato nel 2019 a Wuhan e abbiamo scoperto che era tra noi nel febbraio 2020 a Codogno, ancora non sappiamo però quale sia il segnale grazie al quale si potrà dire che è arrivata la fine, la stessa fine che ci viene prospettata da virologi e istituzioni. Sarà finita quando l’intera popolazione globale sarà immunizzata? Quando il virus sarà divenuto inoffensivo? Difficile individuare un episodio specifico e chiaro, che faccia da contraltare alla chiara notizia della registrazione dei primi casi certificati. Perché non sempre si possono stabilire i confini temporali di un evento attraverso un episodio specifico.

La pandemia sarà infatti finita quando tutto il caos che essa ha scatenato ritroverà un proprio ordine. Questo non avverrà probabilmente attraverso una notizia o un fatto preciso e si svilupperà su più livelli: non sarà sufficiente quello sanitario, con la fine dei contagi, l’immunizzazione della popolazione e la sconfitta del virus.

Se pure dovessero ridursi a zero le vittime e i contagi della pandemia, continueremo a indossare le mascherine? Avremo ancora paura che le altre persone, pur vaccinate, possano contagiarci? Avremo paura che possa arrivare una variante del virus più pericolosa? Esistono infatti due diversi momenti che caratterizzano la fine di una pandemia: quello di natura sanitaria, con la fine dei contagi e delle vittime, e quello di natura sociale. E questo momento arriverà solo quando non avremo più paura del Covid.

Da ormai oltre un anno siamo abituati a salutarci con un colpo di gomito, indossare la mascherina, igienizzarci le mani e tenerci a un metro di distanza: sono abitudini ormai entrate a pieno titolo nei nostri comportamenti quotidiani. La fine del rischio sanitario coinciderà con la fine della paura di essere contagiati? La situazione nuova per tutti ha portato infatti a un flusso talvolta disordinato di informazioni sul nuovo virus, che ha dato talvolta input sbagliati e contraddittori e rischia così di alimentare i timori su ulteriori rischi anche a virus debellato.

C’è poi un ulteriore fattore, quello collaterale. Il virus ha ucciso direttamente oltre tre milioni di persone in tutto il mondo, ma oltre a questo ha portato a una chiusura di numerose attività commerciali, fatto perdere il lavoro a numerose persone, alimentato problemi psicologici in molte persone costrette a rimanere isolate o impaurite dai rischi causati dalla pandemia. Tutto ciò rischia di causare una crisi economica e sociale, derivata dalla pandemia, che potrebbe protrarsi anche oltre la fine dell’emergenza strettamente sanitaria. Starà a chi avrà ruoli di responsabilità garantire che questa fase possa essere affrontata nel modo migliore.

Abbiamo parlato innumerevoli volte di “ritorno alla normalità”, ma le cose non potranno tornare come erano prima. Molte abitudini prese in questo periodo rimarranno invariate, meccanismi su come intervenire in caso qualcosa di simile dovesse ripetersi verranno attivati. Ma soprattutto non scomparirà il ricordo di ciò che è stato, di un virus che ha ucciso un pezzo della nostra popolazione, di un periodo che ognuno ha vissuto in modo diverso ma rappresenterà comunque uno dei più importanti della nostra esistenza.

Solo quando tutto questo, quando gli aspetti di natura sanitaria, sociale, economica, psicologica e prima di tutto umani troveranno il proprio ordine, allora questa storia sarà finita. Sarà a quel punto che saremo ancora più consapevoli dell’importanza di ciò che abbiamo vissuto, di chi abbiamo avuto al nostro fianco in questo viaggio, e tutti insieme andremo avanti. Dove? Solo allora lo scopriremo.

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