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Dai, davvero, ora basta. È fascismo e chiamare le cose con il loro nome è il primo passo per una leale democrazia

Immagine di copertina
L'interno della sede del sindacato CGIL distrutta dai manifestanti no Green pass, Roma, 10 ottobre 2021. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Dai, davvero, basta. Basta con questo favoreggiamento esterno al fascismo che qualcuno vorrebbe vendere per equilibrio moderato. Basta con questi che con i fascisti e con i fascismi riempiono di preferenze qualche candidato farlocco che non riuscirebbe a esprimere un concetto più complesso di un scimmiesco braccio alzato.

Basta con questi leader che si stupiscono per lo stesso letame che concimano di nascosto, basta con i finti sorpresi che se non puzzassero di fascismo sarebbero ancora a fare i camerieri del solito Berlusconi, basta con questi partiti in cui il patriottismo è solo un fascismo sotto mentite spoglie (perché i fascisti sono storicamente dei vigliacchi travestiti) e tutto intorno i giornalisti fanno finta di non saperlo.

Basta con questa retorica sui vincitori e sui vinti che avete calpestato e strumentalizzato per farne un condono. Basta con queste citazioni a cazzo di cane che estrapolate da libri che non avete mai aperto, di intellettuali che avete scoperto su qualche sito di aforismi e basta pure con la scusa delle rievocazioni storiche: la melma non si commemora, la melma si condanna, anche decenni dopo.

Basta con questi partitini che usano qualsiasi difficoltà e qualsiasi dibattito come leve per accendere uno scontro che riesca a minare lo Stato. Basta con questi presunti leaderini che sono solo ammaestratori del menare le mani, che hanno precedenti penali per cui non li vorremmo nemmeno come vicini di pianerottolo e invece vengono addirittura ammantati di chissà quale spessore. Giuliano Castellino e Roberto Fiore sono due patetici bulli, violenti che guadagnano spessore solo per l’immobilismo di chi dovrebbe vigilare.

Basta con queste Prefetture e questo ministero dell’Interno e questi sindaci che si mobilitano per “vigilare” gli ingressi di quattro stranieri disperati, che si ingegnano per acquistare panchine su cui non si possa sedere uno sconfitto, che sono sempre bravissimi a scovare la povertà per chiamarla degrado e poi si fanno passare sotto gli occhi fascisti e fascismi vietati dalla Costituzione.

Basta anche con queste forze dell’ordine e questi servizi d’ordine che sono sempre così efficienti quando devono contenere i disoccupati o le manifestazioni per i diritti e poi sono sempre così sbadati da lasciare arrivare un nugolo di bolsi nostalgici di mezza età all’interno della sede principale del principale sindacato dei lavoratori italiano.

Basta anche con questo vilipendio alla bandiera. Quella bandiera italiana che impugnate con le vostre mani sozze e che adorate come un totem è figlia dell’antifascismo. State sventolando la croce sulla vostra storia infame, vorreste ergervi a difensori di una Patria che vi disconosce per Costituzione.

Basta anche con questi no vax, no green pass e no una cosa qualsiasi che prestano al fianco a quattro camerati che li stanno tenendo per la gola. I “leader” dei chi contesta le decisioni del governo (legittimamente) hanno il dovere di chiamarsi fuori da questi invasati. Molti (legittimi) contestatori hanno il dovere di capire che sono strumentalizzati da fascisti dementi: il leader di Forza Nuova Giuliano Castellino è quel bamboccione che il green pass è corso a farselo fare per andare ad agitarsi allo stadio. La capite l’ipocrisia?

Basta, davvero, basta. Quello che Giorgia Meloni chiama squadrismo (lei che è esperta in tutti gli -ismi ma la parola fascismo non riesce nemmeno a pronunciarla) è fascismo. Ha tutti gli ingredienti del fascismo: l’arroganza, lo spregio per le regole, la violenza, l’organizzazione per minare lo Stato.

Chiamare le cose con il loro nome è il primo passo per una leale democrazia. Essere intolleranti con gli intolleranti è un dovere civile. Sciogliere le organizzazioni neofasciste è un dovere costituzionale. Dai, davvero, basta.

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