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Le dichiarazioni del procuratore di Locri sulla condanna di Lucano contrastano la presunzione di innocenza

Immagine di copertina
Monica Cirinnà nell'illustrazione di Emanuele Fucecchi

Leggo su La Stampa le dichiarazioni del procuratore di Locri D’Alessio a proposito della condanna di Mimmo Lucano; e ancora una volta mi domando se sia indicato e opportuno che un magistrato – sia pure dell’accusa – prenda pubblicamente posizione, con espressioni anche abbastanza pesanti nei confronti dell’imputato, su un processo ancora in corso, e su una sentenza che sarà oggetto di impugnazione.

Mi sembra che tutto questo contrasti anzitutto con il principio di presunzione di innocenza: devo ricordare, al riguardo, che proprio in queste settimane il Parlamento si sta occupando del decreto di attuazione della Direttiva UE sulla presunzione di innocenza, che stigmatizza le pubbliche prese di posizione dei magistrati che colpevolizzano gli imputati.

Ma soprattutto, simili prese di posizione rischiano di incidere negativamente sulla necessaria serenità di giudizio nei gradi successivi e dunque, in definitiva, sull’esercizio stesso della funzione giurisdizionale, che deve avvenire sempre in condizioni ambientali equilibrate. Per questo, alla ripresa dei lavori del Senato dopo la pausa elettorale depositerò un’interrogazione alla Ministra Cartabia sulle dichiarazioni del Procuratore D’Alessio.

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